Come si smaltiscono le pile usate

Fra i problemi principali che affliggono il nostro paese vi è senza dubbio quello che riguarda lo smaltimento dei rifiuti, perché soprattutto in alcune regioni e nelle grandi città diventa un'emergenza vera e propria, data la mancanza di siti atti allo stoccaggio ed il ritardo che subisce l’applicazione della raccolta differenziata.

fra i rifiuti più complicati da smaltire vi sono senza ombra di dubbio le pile usate che rappresenta un materiale molto inquinante dato che al loro interno contengono metalli pesanti quali: cromo, piombo, rame, zinco e cadmio. Per questo motivo, tra i principali problemi del loro smaltimento, vi è la presenza massiccia del mercurio, che se buttato in maniera errata rischia di inquinare l'ambiente e l'acqua irrimediabilmente; difatti, anche soltanto un grammo di mercurio riesce a inquinare ben 1000 litri di acqua.

Da diversi anni, ormai, In Italia vige l'obbligo di recuperare accumulatori e pile usate che non sono basate soltanto su l'utilizzo del piombo ma pure su tutti gli altri metalli composti. Per questo bisogna compilare il registro di carico e scarico dei rifiuti facendosi aiutare da ditte specializzate, come la Nova Ecologica, leader anche nel settore dell’autospurgo a Roma.

La situazione Europea

In Europa, il riciclaggio e il trattamento delle pile usate, però, è ancora indietro e, per quello che riguarda l’Italia nello specifico, la maggior parte delle pile è smaltita con gli inceneritori o presso le discariche; invece, in alcune nazioni, specialmente quelle del Nord Europa, sono stati realizzati dei sistemi nazionali per il riciclo delle batterie che sono a base di piombo, il quale mediante un processo specifico viene estratto e, poi, riutilizzato.

Nel nostro Paese la raccolta viene realizzata dal Combat, ovvero il Consorzio Obbligatorio per Batterie al Piombo Esauste e i Rifuti Piombosi, un ente istituito nel 1988 dal governo.

I tipi di pile da smaltire

Le batterie da smaltire sono suddivise in un paio di grandi gruppi: le pile primarie e le pile secondarie. Fra le batterie primarie, ovvero quelle che vengono considerate non ricaricabili, ci sono quelle fatte con:

  • Lo Zinco-Carbone e che si trovano negli apparecchi a basso consumo;
  • L’Alcanino-Manganese per tutti quei prodotti che hanno bisogno di un fabbisogno energetico notevole;
  • Le Zinco-Aria per gli apparecchi di uso specifico;
  • Quelle al Litio usate negli orologi oppure nelle calcolatrici;
  • L’Ossido d’ Argento.

Invece, le batterie secondarie sono quelle ricaricabili e sono costituite da:

  • Nichel-Cadmio per i prodotti a consumo energetico elevato;
  • Piombo che lo si trova nelle batterie per l’alimentazione di automobili e camion;
  • Il Nichel-Idruro metallico che è meno nocive dei precedenti e sono quelle batterie inserite nei di giocattoli e nelle video camere;
  • Gli ioni e i polimeri di litio: i quali comprendono le batterie di smartphone e notebook.

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