Come le bici elettriche stanno cambiando la visione del ciclismo

Nonostante le politiche volte ad aumentare l'uso della bicicletta, la mobilità è ancora piuttosto limitata nella maggior parte delle città. È necessaria una trasformazione culturale per cambiare questa situazione. La bici elettrica potrebbe essere in grado di innescare questo cambiamento e trasformare la proposta del ciclismo nella scelta preferita per la mobilità quotidiana.

La bicicletta nelle politiche italiane e nella mobilità quotidiana

In Italia, i principi comunitari di mobilità sostenibile sono stati inseriti nei piani e nelle disposizioni per lo sviluppo di un uso equilibrato di tutti i mezzi di trasporto. È stato concepito un sistema nazionale di piste ciclabili e le autorità locali sono state incoraggiate a sviluppare “piani di mobilità urbana sostenibile” e “piani d'azione sulla mobilità sostenibile”. A livello locale sono stati adottati schemi per promuovere l'uso del trasporto pubblico e del car sharing e per sviluppare la mobilità elettrica/ibrida.

Nonostante tutti questi sforzi, solo il 4,2% dei lavoratori va regolarmente al lavoro in bicicletta e solo il 2,7% degli studenti ci va a scuola. Luogo di residenza, età e sesso influiscono sulle pratiche ciclistiche. Le biciclette sono maggiormente utilizzate (del 3,2% dei cittadini) nei centri urbani con oltre 50.000 abitanti e nelle regioni settentrionali (Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Veneto). Sono più spesso utilizzati dai giovani adulti (<24 anni, 3,7%) e dagli anziani (>65 anni, 3,8%). Le donne generalmente vanno in bicicletta più degli uomini (2,0% contro 1,8%), sebbene questo effetto di genere sia invertito tra gli studenti, con i maschi che vanno in bicicletta più delle femmine (1,6% contro 1,0%).

Negli ultimi anni si sono verificati due interessanti cambiamenti dovuti ad innovazioni normative e tecnologiche. Il primo è il bike sharing, cresciuto del 147% solo nel 2017, con una flotta di circa 40.000 biciclette a disposizione, prevalentemente nei centri urbani. I servizi di bike sharing sono stati utilizzati da quasi mezzo milione di persone dai 18 anni in su nel 2017, che corrisponde a una quota inferiore all'1% dei potenziali utenti, ma ha segnato una crescita rispetto all'anno precedente di circa 100.000 utenti (in crescita di quasi il 30% rispetto al 2016). Le ultime versioni del bike sharing nelle grandi città (es. il servizio Jump/Uber a Roma) si basano sulle e-bike.

Le e-bike sono la seconda grande novità in Italia, dove nel 2018 sono state vendute quasi 1,6 milioni di biciclette. Si tratta di un calo complessivo delle vendite di biciclette del 5,5% rispetto al 2017, ma in calo il mercato delle biciclette tradizionali (-7,6%), mentre il mercato delle e-bike ha continuato a crescere in modo significativo (+16,8%), allineando lo stabile e continuo aumento del numero di e-bike vendute in Italia alla media UE. Nel frattempo, la produzione di e-bike in Italia è passata da 23.000 nel 2016 a oltre 100.000 nel 2018. Questo mercato in crescita ha attirato l'attenzione di potenziali acquirenti, stampa e politici. Il dibattito pubblico che ne è scaturito riflette su alcune questioni importanti: cosa intendiamo per e-bike, i pro e i contro di questa modalità di mobilità, e se debbano essere considerate come biciclette.

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