Adozione: cos’è e come funziona

L'adozione non è affatto semplice per una coppia. I tempi sono lunghi, soprattutto se si parla di un'adozione internazionale. Poi, ci sono tutte le pratiche da seguire con un avvocato matrimonialista Verona per farsi riconoscere come coppia affidabile per la crescita di un bambino. Come funziona il tutto?

  1. Adozione nazionale: cos'è e come funziona

L'adozione nazionale si chiama così perché il bambino e la famiglia che vuole adottare sono cittadini italiani. 

La coppia che fa domanda di idoneità e che viene ritenuta idonea per i documenti affronta un esame per essere genitori. Oltre all'esame dei servizi sociali, si deve fare una seconda domanda, per l'adozione. Vale 3 anni e si può rinnovare. Per farla, servono:

  • busta paga o 730 di entrambi i genitori;

  • certificato del casellario giudiziale;

  • certificato del medico di base;

  • assenso dei nonni da entrambi i lati.

Poi, si passa un esame di accertamento delle capacità della coppia da parte dell'assistente sociale tramite il tribunale. Si indaga perché si vuole adottare, come si manterrà il bambino, ecc. Se va tutto bene, il bambino si dà in affido pre-adottivo.

Dopo un anno che il bambino è in casa, si verificano le condizioni e, se positive, si procede all'adozione, dando al bambino il cognome della nuova famiglia. La famiglia di origine non ha nulla a pretendere sul figlio da quel momento in poi.

  1. Adozione internazionale: cos'è e come funziona

Nell'adozione internazionale, le cose si complicano. Tutto dipende dal Paese di origine del bambino e, per quanto le condizioni siano dure, i Paesi non lasciano volentieri i bambini a coppie straniere.

Il bambino deve essere in stato di abbandono, i genitori devono essere italiani e avere la residenza in Italia e avere gli altri requisiti previsti per l'adozione nazionali. Poi, si passa da una commissione ad hoc.

Il bambino adottato, al termine del percorso:

  • prende il cognome della famiglia che lo adotta;

  • non ha rapporti con la famiglia di origine;

  • è equiparato a un figlio nato nella coppia, anche dal punto di vista dei sussidi.

Ogni spesa è a carico della famiglia che vuole adottare, così come nel periodo di preaffido. Se concludi l'adozione, puoi chiedere il rimborso del 50% delle spese conservando le ricevute.

  1. Adozione: requisiti

I requisiti per procedere all'adozione sono:

  • 3 anni di matrimonio al momento della domanda. La coppia non deve aver avuto allontanamenti e tra il bambino e i coniugi l'età di differenza deve essere tra i 18 e i 45 anni;

  • i coniugi devono essere riconosciuti idonei, con visite e documenti, oltre che con un esame;

  • accertamento dei servizi sociali per quattro mesi, con riferimento anche al giudice per il tribunale dei Minori.

  1. Adozione: si possono chiedere gli assegni famigliari?

Sì, una volta adottato, il bambino ottiene tutti i benefici previsti dallo Stato italiano. Il bambino avrà diritto agli assegni previsti dall'Inps e a tutti i contributi per i libri o per lo studio previsti dalla normativa vigente. In caso di preaffido, però, questo non avviene. Nell'adozione, si deve sempre aspettare che si completi l'intero iter prima di poter chiedere allo Stato.

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