Giornata Nazionale del Paesaggio: le iniziative a Roma e Napoli fra giardini, archeologia e arte

Giornata Nazionale del Paesaggio: le iniziative a Roma e Napoli fra giardini, archeologia e arte
in foto: La “Marina di Posillipo” dipinta da Giacinto Gigante: le opere del pittore napoletano saranno parte delle visite guidate organizzate a Capodimonte per la Giornata Nazionale del Paesaggio.

Il 14 marzo in tutta Italia si celebra la Giornata Nazionale del Paesaggio: istituita dal Mibact nel 2016 per promuovere e valorizzare la ricca cultura paesaggistica del nostro Paese in tutte le sue forme, la Giornata giunge nel 2019 alla sua terza edizione. Un appuntamento ricco di iniziative ed eventi speciali, a cui aderiscono ogni anno decine di musei e parchi archeologici: perché il paesaggio ha mille e più modi di divenire cultura, e anche attraverso l’arte e la storia antica è possibile tornare a riscoprirne le meraviglie.

L’arte racconta il paesaggio

Il tema cardine di quest’anno, non a caso, è “L’arte racconta il paesaggio”: la nostra immensa tradizione artistica, pittorica soprattutto, conserva esempi unici del modo in cui l’essere umano si è sempre rapportato al paesaggio rendendolo protagonista della propria arte. Lo scopo del tema lanciato dal Mibact, accompagnato dall’appuntamento con le Soprintendenze aperte e dagli eventi organizzati dalle singole istituzioni, è proprio quello di riscoprire collezioni d’arte, siti archeologici e luoghi in un’ottica originale ed insolita: quella che ha come protagonista il paesaggio.

Roma e Napoli fra giardini e storia dell’arte

Anche Villa Adriana è inserita nel lungo elenco di parchi e siti archeologici che partecipano alla Giornata Nazionale del Paesaggio.in foto: Anche Villa Adriana è inserita nel lungo elenco di parchi e siti archeologici che partecipano alla Giornata Nazionale del Paesaggio.

Numerose istituzioni campane parteciperanno con iniziative, visite guidate ed aperture straordinarie alla Giornata. Fra le altre, indicate sul sito ufficiale del Mibact, non poteva mancare il Museo di Capodimonte, che proporrà una visita guidata tematica con storici dell’arte e esperti: la galleria napoletana ospita infatti alcuni fra i più grandi paesaggisti italiani, come i veneziani Francesco Guardi e Bernardo Bellotto, oltre che il bellissimo “Paesaggio Invernale” di Pieter Brueghel il Giovane. Per l’occasione sarà aperta anche una parte della collezione che solitamente non è visibile, e che comprende opere paesaggistiche dei napoletani Vincenzo Migliaro e Giacinto Gigante.

Visite guidate tematiche anche agli scavi di Stabia e di Pompei: qui sarà eccezionalmente aperta al pubblico la Casa dei Pigmei, esempio unico dello stile paesaggistico antico, ispirato a luoghi esotici e popolato da creature fantastiche e sconosciute. Degna di nota anche la Giornata organizzata presso la Reggia di Caserta, che organizzerà passeggiate e visite all’interno dei magnifici giardini che dalla Fontana di Diana e Atteone risalgono fino al Torrione, da cui è possibile ammirare il paesaggio circostante.

Veduta dei giardini della Reggia di Caserta dipinta da Jacob Philipp Hackert nel XVIII secolo.in foto: Veduta dei giardini della Reggia di Caserta dipinta da Jacob Philipp Hackert nel XVIII secolo.

Un lungo elenco di iniziative anche per i parchi e i musei di Roma: dal Parco archeologico di Ostia antica al Museo Nazionale Romano, passando per le immancabili Villa Adriana e Villa d’Este, l’appuntamento con i paesaggi dell’antichità romana saranno numerosi e dureranno tutta la giornata. Non solo arte e paesaggi antichi, però: anche il Museo di Arte Contemporanea aderisce alla Giornata con visite guidate e percorsi speciali. Anche in tutte le altre regioni d’Italia, da Nord a Sud, moltissimi parchi e musei apriranno le loro porte all’arte del paesaggio: è possibile conoscere il programma completo sul sito del Mibact.

Il Premio nazionale del Paesaggio

Nella stessa giornata di oggi, a partire dalle ore 10, si terrà la cerimonia di consegna del Premio nazionale del Paesaggio: il riconoscimento viene assegnato ogni anno alle istituzioni museali, ai parchi o alle associazioni che nel tempo si sono distinte per le pratiche di tutela e valorizzazione delle bellezze paesaggistiche.

Fonte: Giornata Nazionale del Paesaggio: le iniziative a Roma e Napoli fra giardini, archeologia e arte

Crema pasticcera alla banana: la ricetta per creare dessert golosi

Crema pasticcera alla banana: la ricetta per creare dessert golosi

Facile 20min Per 4 persone

ingredienti

  • Banane 350g
  • Uova 3 • 600 kcal
  • Zucchero 150g • 600 kcal
  • Maizena (amido di mais) 30g • 750 kcal
  • Latte 200ml • 600 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

La crema pasticcera alla banana è una variante golosa della preparazione classica. Una crema facile e veloce, perfetta per farcire torte alla frutta o per un fresco dessert. La crema pasticcera è un classico della pasticceria internazionale a base di uova, zucchero, maizena e latte: pochi ingredienti per un dolce buono da servire al cucchiaio o con dei biscotti di pasta frolla fatti in casa. In questa ricetta abbiamo aggiunto polpa di banana aggiungendo un tocco di gusto e profumo. Vediamo insieme come farla senza errori!

Come preparare la crema pasticcera alla banana

Pulite la banana e ricavatene la polpa (1). Schiacciatela con una forchetta e frullatelo per un minuto con un mixer se dovesse essere troppo solido. Unite il latte e la polpa in un pentolino e portate a bollore a fiamma dolce (2). Spegnete e togliete dal fuoco. Aprite le uova e versate i tuorli in una terrina, unite lo zucchero e la maizena (3).

Sbattete energicamente con le fruste fino ad ottenere un composto spumoso (4). Unite il composto di latte e banana a filo e mescolate per amalgamare il tutto senza formare grumi (5). Versate il tutto in un pentolino e cuocete a fiamma dolce per 2/3 minuti mescolando con un mestolo in legno fino ad ottenere una crema densa (6). Fate raffreddare la crema pasticcera prima di servirla con qualche rondella di banana fresca.

Consigli

Se la crema dovesse risultare troppo liquida, aggiungete un cucchiaio di farina dopo averla setacciata quando la crema è ancora calda, mescolate così da non formare grumi.

Se la crema dovesse risultare troppo densa, aggiungete un cucchiaio di panna montata per dolci.

Conservazione

Se non consumate subito la crema, fatela raffreddare e conservatela in frigo a 4° per  massimo 2 giorni coperta con la pellicola trasparente ben aderente alla crema. Dopo 48 ore la crema inizierà a diventare acida.

Varianti

La crema pasticcera può essere preparata anche senza uova oppure aromatizzata al limone aggiungendo una scorza grattugiata. Per i più golosi, consigliamo la nostra ricetta della crema pasticcera al caffè, ideale per farcire le vostre torte.

Fonte: Crema pasticcera alla banana: la ricetta per creare dessert golosi

Leonardo da Vinci fra scienza e tecnologia: inaugura la mostra alle Scuderie del Quirinale

Leonardo da Vinci fra scienza e tecnologia: inaugura la mostra alle Scuderie del Quirinale
in foto: Una delle macchine di Leonardo in mostra alle Scuderie del Quirinale. Alberto Mario Soldatini, Vittorio Somenzi. Aliante, 1953. Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, inv. 4. ©Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Foto: L. Romano

L’anno dedicato a Leonardo da Vinci è arrivato, e le numerose iniziative pensate per il cinquecentenario della morte del grande maestro sono ormai alle porte: la città di Roma è una delle prime ad inaugurare una delle mostre più attese della stagione, presso le Scuderie del Quirinale. Oltre 200 opere, dai disegni originali ai modelli storici delle macchine progettate da Leonardo, per l’esposizione “Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza”, aperta da oggi, mercoledì 13 marzo, fino al prossimo 30 giugno.

“Leonardo in città”: alle Scuderie del Quirinale

La mostra è organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, e rientra nel più ampio programma dell’iniziativa “Leonardo in città”, che coinvolgerà altre importanti istituzioni culturali e museali della Capitale, come la Biblioteca Angelica e il Teatro Argentina. Per l’occasione, grazie all’importante collaborazione con il museo e la biblioteca milanesi, arrivano per la prima volta a Roma alcune opere uniche, alcune delle quali tornano ad essere esposte al pubblico dopo il restauro: il percorso espositivo, curato da Claudio Giorgione, ripercorre l’opera ingegneristica di Leonardo alla luce del ricco scambio culturale che la sua figura favorì negli anni a cavallo fra XV e XVI secolo.

Le opere in mostra, fra scienza e tecnologia

Leonardo da Vinci, Argano a leva, 1478–1480. Codice Atlantico f 30v. Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, ©Veneranda Biblioteca Ambrosianain foto: Leonardo da Vinci, Argano a leva, 1478–1480. Codice Atlantico f 30v. Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, ©Veneranda Biblioteca Ambrosiana

Non si parlerà soltanto del periodo milanese del maestro, grazie ai prestiti provenienti dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, ma anche e soprattutto dei viaggi di Leonardo a Roma e della sua formazione fiorentina, dove dal 1469 da Vinci ebbe l’opportunità di lavorare nella bottega del Verrocchio, gettando le basi per la sua particolarissima concezione umanistica, artistica e scientifica. E proprio sulla scienza, e sull’innovazione che Leonardo rappresentò per il pensiero Rinascimentale, si concentra la mostra delle Scuderie del Quirinale.

Manoscritti, disegni e stampe originali provenienti dal Codice Atlantico conservato presso la Biblioteca Ambrosiana arricchiscono lo sguardo sul Leonardo scienziato, di cui peraltro il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia è la più emblematica rappresentazione: da qui giungono i modelli storici replicati sulla base dei disegni e delle progettazioni originali del maestro, come la vite aerea o le varie versioni di aliante realizzate nel 1953 da Alberto Mario Soldatini e Vittorio Somenzi. Oltre alle bellissime macchine, la mostra espone anche, per la prima volta dopo anni, i portelli originali della chiesa di San Marco del Naviglio di Milano: a conferma dello strettissimo legame che in Leonardo univa arte e scienza.

Moltissime sono le testimonianze provenienti da altri importanti musei d’Italia e d’Europa: giunge dalla Biblioteca Laurenziana l’unico volume in nostro possesso che sappiamo appartenuto con certezza alla biblioteca personale del maestro, ovvero un trattato di Francesco di Giorgio, mentre da Ginevra arriva il preziosissimo manoscritto del De Divina Proportione di Luca Pacioli, illustrato proprio da Leonardo da Vinci. A completare il percorso anche l’eccezionale collaborazione di Thomas Cian, l’artista che ha realizzato il volto di Leonardo per la campagna pubblicitaria della mostra, insieme ad uno speciale contributo dello scrittore Marco Malvaldi.

Fonte: Leonardo da Vinci fra scienza e tecnologia: inaugura la mostra alle Scuderie del Quirinale

Pollo in padella: la ricetta del secondo leggero

Pollo in padella: la ricetta del secondo leggero

Facile 20min Per 4 persone

ingredienti

  • Pollo 400g • 110 kcal
  • Farina 00 q.b. • 600 kcal
  • Burro una noce • 750 kcal
  • Rosmarino un rosmarino • 661 kcal
  • Vino bianco un bicchiere • 21 kcal
  • Sale q.b. • 750 kcal
  • pepe q.b. • 79 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Il pollo in padella è una secondo di carne facile e veloce da preparare. Una ricetta semplicissima anche per chi non è pratico in cucina, perfetta per chi segue un’alimentazione sana e predilige piatti leggeri e allo stesso tempo nutrienti e squisiti. Il pollo è un tipo di carne dal sapore molto delicato che può essere cucinato in moltissimi modi: al forno, fritto, in padella o ripieno, il pollo è sempre un’ottima idea! In questa ricetta abbiamo insaporito il pollo con erbe aromatiche e vino bianco: un piatto saporito che si prepara in pochi minuti, seguite la ricetta e gustate il vostro pollo in padella!

Come preparare il pollo in padella

Prendete il petto di pollo e tagliatelo formando dei bocconcini spessi circa un centimetro (1). Passateli velocemente in un piatto con la farina e teneteli da parte (2). Scaldate una noce di burro insieme ad un rametto di rosmarino in una padella antiaderente (3).

Quando il burro si sarà sciolto, eliminate il rosmarino e adagiate i vostri bocconcini di pollo (4) nella padella. Alzate la fiamma e fateli rosolare per qualche minuto su tutti i lati. Girateli delicatamente così da non perdere la leggera panatura di farina. Quando i bocconcini saranno ben rosolati sfumate con un bicchiere abbondante di vino bianco e lasciate evaporare l’alcol (5). Aggiustate di sale e pepe e terminate la cottura per altri 10 minuti. Il vostro pollo in padella dovrà essere ben rosolato all’esterno e cotto ma morbido all’interno (6). Servite subito accompagnando con del riso basmati oppure con un contorno di patate!

Consigli

Se il liquido di cottura dovesse asciugarsi troppo prima che il pollo risulti cotto, aggiungete un poco di vino in più.

Se vi piacciono i piatti a base di pollo avete solo l’imbarazzo della scelta: provate la ricetta del pollo al curry con latte di cocco, una preparazione di origini thailandese, cremosa e saporita; oppure un classico pollo alle olive, un piatto nutriente e ricco di gusto.

Fonte: Pollo in padella: la ricetta del secondo leggero

Firenze: al Teatro di Rifredi arriva «Cous Cous Klan» della Carrozzeria Orfeo

Firenze: al Teatro di Rifredi arriva «Cous Cous Klan» della Carrozzeria Orfeo

«Cous Cous Klan» (foto Nicola Melani)

FIRENZE – Al Teatro di Rifredi, da giovedì 14 a sabato 16 marzo, va in scena «Cous Cous Klan» della Carrozzeria Orfeo, compagnia specializzata nel fotografare senza fronzoli e con occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta un’umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze. Lo spettacolo è scritto da Gabriele Di Luca che firma anche la regia con Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi. Sul palco Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Aleph Viola.

In un mondo in cui l’acqua è stata privatizzata, fiumi, laghi e sorgenti sono controllati da guardie armate; i ricchi vivono all’interno di città recintate da filo spinato e sorvegliate da telecamere, i poveri, fuori, tentano di sopravvivere alla bell’e peggio. In un parcheggio abbandonato dietro ad un cimitero periferico una micro comunità di senzatetto alloggia in due roulotte fatiscenti. In una vivono tre fratelli orfani: Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, sordomuto e irrequieto, e Olga, la sorella maggiore, obesa e con un occhio solo. Nell’altra roulotte vive Mezzaluna, precario compagno di Olga, un musulmano immigrato in Italia da dieci anni, che, per sopravvivere, di giorno seppellisce rifiuti tossici per un’associazione criminale e di notte lavora come ambulante; alla piccola comunità, logorata da continui conflitti razziali ed interpersonali, si aggiunge Aldo, un medio borghese elegante e maturo, che dopo un grave problema familiare si è ritrovato per strada. A sconvolgere il già precario equilibrio del gruppo arriva l’indomabile ed imprevedibile Nina, che si rivelerà il più grande dei loro problemi ma anche la chiave per il loro riscatto sociale.

Uno spettacolo tragicomico il cui stile “eccessivo”, trasformandosi in provocatorio realismo, cerca un divertimento mai gratuito e fine a se stesso. Un punto di vista sul mondo e sul presente nel tentativo di non farsi mai imprigionare dalla retorica o da inutili moralismi.

Teatro di Rifredi (via Vittorio Emanuele II, 303 – Firenze, tel. 055/422.03.61)

Da giovedì 14 a sabato 16 marzo ore 21

Carrozzeria Orfeo, in coproduzione con Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo, Marche Teatro, presenta «Cous Cous Klan», drammaturgia Gabriele Di Luca, regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, con Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Aleph Viola,  voce fuori campo Andrea Di Casa, scene Maria Spazzi, costumi Erika Carretta, musiche originali Massimiliano Setti.

Ingresso intero € 16, ridotto € 14; prevendita Teatro di Rifredi dal lunedì al sabato (ore 16–19) | biglietteria@toscanateatro.it. Punti Vendita nei Circuiti Online BoxOfficeToscana e Ticketone; on line www.boxofficetoscana.it – www.ticketone.it. Info www.toscanateatro.it

Fonte: Firenze: al Teatro di Rifredi arriva «Cous Cous Klan» della Carrozzeria Orfeo

Pollo alla cacciatora con peperoni: la ricetta del secondo gustoso

Pollo alla cacciatora con peperoni: la ricetta del secondo gustoso

Facile 45min Per 4 persone

ingredienti

  • Cosce di pollo 6
  • Carote 2 • 661 kcal
  • Cipolla 1 • 365 kcal
  • Gambi di sedano 1
  • Pomodori pelati 400g • 365 kcal
  • Peperoni gialli 1 • 79 kcal
  • Peperoni rossi 1 • 79 kcal
  • Olio q.b.
  • Vino bianco un bicchiere • 21 kcal
  • Sale q.b. • 750 kcal
  • pepe q.b • 79 kcal
  • Prezzemolo tritato q.b • 79 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

Il pollo alla cacciatora con peperoni è un secondo piatto cremoso e ricco di sapore, molto facile da preparare. Un piatto perfetto per una cena gustosa e veloce, il pollo alla cacciatora con peperoni è una variante della ricetta classica della cacciatora a base di pomodoro, carote, sedano e cipolla. Si tratta di un secondo adatto a chi ama i sapori decisi anche se alle prime armi in cucina. Vediamo passo passo come fare un pollo alla cacciatora con peperoni perfetto!

Come preparare il pollo alla cacciatora con peperoni

Lavate le cosce di pollo, eliminate l’eventuale peluria e asciugatele con un foglio di carta da cucina. Tritate finemente la cipolla, il sedano e le carote. In un tegame ampio scaldate un filo di olio Evo, unite la cipolla (1) e appena inizierà a dorarsi unite anche le carote e il sedano facendo rosolare il tutto per 2 minuti (2). Unite le cosce di pollo, condite con sale e pepe e rosolatele per qualche minuto su tutti i lati (3).

Sfumate con il vino bianco e fate evaporare l’alcol a fiamma alta per due minuti (4). Nel frattempo pulite i peperoni, tagliateli a metà ed eliminate tutti semi interni, quindi tagliateli a listarelle (5). Unite i pomodori pelati e i peperoni tagliati al pollo, mescolate per amalgamare gli ingredienti e fate cuocere per 30 minuti a fiamma media, coprendo la padella con un coperchio (6). Quando la carne sarà cotta e il sugo risulterà denso e cremoso condite con un ciuffo di prezzemolo tritato finemente e servite subito!

Consigli

Per un piatto più leggero eliminate la pelle del pollo, è quella infatti la parte più grassa.

Potete sostituire i pomodori pelati con dei pomodorini pachino o piccadilly.

Se non avete a disposizione del prezzemolo fresco, potete utilizzare del rosmarino o della salvia.

Per un pollo alla cacciatora più ricco e saporito, unite del peperoncino e delle olive taggiasche denocciolate poco prima di terminare la cottura.

Varianti

Se avete apprezzato questa ricetta e amate i piatti a base di pollo, non perdete la nostra ricetta del pollo alle olive oppure sperimentate sapori nuovi con il pollo al curry!

Fonte: Pollo alla cacciatora con peperoni: la ricetta del secondo gustoso

Viaggi e matrimoni, l’esperienza di Ilaria & Andrea

Una coppia di fotografi che ha deciso di trasformare la propria passione in un lavoro: questa è la storia di Ilaria & Andrea, sempre abituati a spostarsi in qualità di fotografi matrimoni a Treviso, ma anche a Udine e a Gorizia. L'attitudine a muoversi e la tendenza al dinamismo sono le caratteristiche peculiari che contraddistinguono il loro stile, ed è per questo motivo che anche se sono impegnati come wedding photographers in quel di Trieste hanno scelto di proporsi e farsi conoscere anche nella città veneta, seguendo il loro desiderio di entrare in contatto con realtà nuove e assecondando la voglia di spostarsi.

Il loro è un vero e proprio amore per i viaggi, ed è anche per questo motivo che Ilaria & Andrea sono molto richiesti e apprezzati da quelle coppie che hanno bisogno di fotografi di matrimoni fuori porta. Così, loro hanno deciso di specializzarsi nei destination wedding, una tendenza che sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo e, quindi, anche nel nostro Paese. Un destination wedding potrebbe essere definito come un matrimonio in viaggio: in pratica, una cerimonia di nozze con annesso ricevimento che si svolge in un luogo diverso da quello in cui i due sposini risiedono. La voglia di unirsi in matrimonio in una location speciale, o magari nella città in cui ci si è conosciuti, può essere alla base dei destination wedding, che comunque nascono da una grande varietà di motivazioni.

Sia il Friuli Venezia Giulia che il Veneto sono mete molto ambite dai futuri sposi, e negli ultimi anni sono stati scelti da molte coppie provenienti da altre regioni, che hanno deciso di fare rotta sul Nord Est per il giorno più bello della propria vita. Insomma, le ville venete e le tenute di campagna friulane non hanno niente da invidiare al Lago di Como, a Firenze, a Venezia o ad altri siti italiani conosciuti in tutto il mondo.

Che si tratti di un matrimonio celebrato in un castello risalente al Medio Evo, in un resort sul mare, in una dimora storica o in qualsiasi altro contesto di eccezione, Ilaria & Andrea sono sempre a disposizione per mettere al servizio degli sposini la propria passione e la propria competenza, frutto di un'esperienza che cresce e si amplifica giorno dopo giorno. I loro scatti naturali e spontanei sono immagini perfette destinate a rimanere impresse eternamente nel cuore dei protagonisti e negli occhi di chiunque le osservi. 

Tibet: 60anni fa la rivolta repressa dalla Cina comunista con 65mila morti e lager laogai ancora attivi

Tibet: 60anni fa la rivolta repressa dalla Cina comunista con 65mila morti e lager laogai ancora attivi

Roma, 11 marzo  – Dal 1913 al 1950 il Tibet, di fatto, era una Paese indipendente. Dopo la morte del XIII Dalai Lama, avvenuta nel 1933, Tenzin Gyatso venne riconosciuto come la sua reincarnazione nel 1937, all’età di due anni. In una visione profetica attribuita a Padmasambhava (VIII sec.) si racconta che “quando l’uccello di ferro volerà e i cavalli correranno sulle ruote, il Dharma arriverà nella terra dell’uomo rosso e i tibetani saranno dispersi per tutta la terra”.

Il 1º ottobre del 1949 Mao Zedong – idolo dei comunisti di mezzo mondo, tra cui gli italiani  – proclamò a Pechino la fondazione della Repubblica Popolare della Cina. L’anno seguente l’esercito cinese invase il Kham occidentale, territorio tibetano, massacrando milioni di persone, ed i reggenti di Lhasa si affrettarono a proclamare ufficialmente XIV Dalai Lama il quindicenne Tenzin Gyatso, facendolo provvisoriamente soggiornare nel sud del paese nel timore di un’invasione integrale. A seguito delle rassicurazioni in merito da parte dei cinesi, il Dalai Lama rientrò a Lhasa sforzandosi negli anni successivi di ottenere condizioni di occupazione meno dure e di gestire gli affari interni del Tibet senza influenze esterne.

Nel 1951 fu stipulato tra i rappresentanti di Pechino e quelli di Lhasa l’accordo dei 17 punti, in base al quale i tibetani riconoscevano la sovranità cinese e permettevano l’ingresso a Lhasa di un contingente dell’esercito per programmare il graduale inserimento delle riforme per l’integrazione del Tibet nella Cina, tra le quali l’abolizione della servitù della gleba, istituto giuridico pienamente in vigore all’epoca, e del quale gli stessi monasteri buddisti facevano uso. Le autorità cinesi si impegnarono in cambio a non occupare il resto del paese e a non interferire nella politica interna, la cui gestione veniva lasciata al governo tibetano, ma prendendosi carico di tutte le relazioni tibetane con l’estero.

La grande rivolta del 1959 del popolo di Lhasa contro le violenze e le intolleranze dell’esercito fu duramente repressa nel sangue dalle truppe di Pechino, che provocarono circa 65.000 vittime e deportarono altre 70.000 persone, mentre il Dalai Lama fuggì in India insieme al suo governo e ad alcuni monaci, giudicando rischiosa la permanenza e ritenendo vani ulteriori sforzi di mediazione con i governanti cinesi. La risposta cinese fu l’occupazione integrale del Tibet e la dichiarazione di illegalità del governo tibetano. Il Tibet fu frazionato, buona parte dei suoi territori fu assegnata alle province cinesi del Qinghai, del Gansu, del Sichuan e dello Yunnan. La parte rimasta divenne nel 1964 la Regione Autonoma del Tibet, una provincia della Cina a statuto speciale.

La rivoluzione culturale che ebbe luogo dal 1966 al 1976 portò studenti ed estremisti cinesi agitati dal regime comunista, a condannare come anti-rivoluzionaria ogni forma d’opinione diversa dalla loro e gran parte dei monasteri, dei templi e di ogni altra forma d’arte vennero distrutti.

Il Dalai Lama non è più ritornato nell’altopiano ed i vari appelli, le conferenze e gli incontri segreti organizzati dalla comunità in esilio non hanno apportato sostanziali cambiamenti né hanno smosso la comunità internazionale, i cui governi riconoscono la sovranità della Cina sul paese. Nel gennaio del 2000 fuggì dal Tibet anche il Karmapa Lama, quindicenne, (la terza più alta personalità del lamaismo dopo il Dalai Lama e il Panchen Lama), che attraversò a piedi l’Himalaya per incontrare il Dalai Lama a Dharamsala in India, sede del governo tibetano in esilio.

Mentre state leggendo, questa tragedia sta ancora continuando. Migliaia di tibetani, religiosi e civili, sono rinchiusi nei laogai (lager cinesi). Vengono spesso torturati e uccisi barbaramente anche per semplici reati di opinione. Nei confronti dei lager nazisti e della Shoah, è alto il monito a “non dimenticare”. Nei confronti dei lager cinesi dove sono rinchiusi milioni di persone, amcora oggi, il silenzio è assordante.

Laogai Reserch Fondation. English article: International Campaign fo Tibet, History Leading Up to March 10, 1959

Fonte: Tibet: 60anni fa la rivolta repressa dalla Cina comunista con 65mila morti e lager laogai ancora attivi

I migliori dizionari di inglese tra cartaceo e online

I migliori dizionari di inglese tra cartaceo e online

Che sia nuovo o usato, il dizionario di inglese è uno strumento essenziale per migliorare e ampliare il lessico, comprendere meglio gli elementi grammaticali e aumentare complessivamente la nostra competenza della lingua inglese.

Di dizionari di inglese cartacei e online ce ne sono moltissimi: ci sono quelli inglese-italiano, quelli inglese-inglese (ovvero i monolingua), i dizionari adatti per la scuola media o per le scuole superiori, infine i dizionari online che possono rappresentare un valido aiuto, ma che difficilmente sostituiscono il cartaceo.

Come scegliere il dizionario di inglese? Ecco una guida completa per capire quali sono i migliori dizionari di inglese in circolazione, tenendo conto anche dei dizionari tecnici, di quelli tascabili e in generale più compatti.

Iniziamo con i dizionari dall’inglese all’italiano, ovvero traduttori affidabili e perfetti da poter utilizzare nel nostro percorso scolastico; parleremo in seguito dei dizionari monolingua, spiegando cos’è un dizionario inglese-inglese e perchè viene utilizzato. Alla fine segnaleremo quelli che, in base alle opinioni degli utenti in rete, sono le più affidabili varianti online gratuite dei dizionari cartacei.

Migliori dizionari inglese-italiano

I dizionari inglese-italiano sono la categoria più diffusa, perchè sono destinati a un utilizzo scolastico e vengono usati da tanti studenti; ovviamente un dizionario d’inglese per le scuole medie sarà diverso da uno per le scuole superiori o per l’università, ma questi avranno in comune il fatto di avere una serie di termini che vengono tradotti nella nostra lingua madre, quindi in italiano.

Non si tratta di veri e propri vocabolari, che ci spiegano il significato delle parole, bensì di traduttori affidabili dall’inglese all’italiano che possono comprendere un numero variabile di nomi. È in base al numero di termini, all’accuratezza della traduzione, alle sfumature di significato che possiamo capire quale dizionario inglese-italiano scegliere.

Dizionario inglese-italiano Oxford Paravia

Realizzato in collaborazione con la prestigiosa casa editrice Oxford University Press, questo dizionario inglese-italiano e italiano-inglese proposto da Paravia comprende 2500 parole di livello scolastico e altre 5000 parole per uno studio più avanzato della lingua inglese.

Per ogni termine è indicata la trascrizione fonetica (quindi il modo in cui la parola si pronuncia) e gli accenti, oltre al genere e al numero e alla traduzione in lingua italiana. Grazie a frasi d’autore moderne e contemporanee, esempi pratici, modi di dire e slang questo dizionario riesce a dare una panoramica completa della lingua inglese ai giorni nostri.

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Vista la sua mole è un dizionario da tavolo, perfetto per studiare quando si è alla scrivania ma poco adatto a essere trasportato; per venire incontro a questa esigenza è stata rilasciata una versione digitale del dizionario, che si può scaricare su 3 device diversi e non fa sentire la mancanza della versione cartacea grazie alla sua completezza e facilità di consultazione.

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Anche in questo caso abbiamo a che fare con un dizionario da tavolo, adatto per essere tenuto sulla scrivania ma un po’ meno per essere portato in giro; comprende oltre 400mila termini e significati, 3000 verbi frasali, più di 100mila termini specialistici e più di 10mila sinonimi e contrari.

Oltre ai lemmi e alla traduzione, il Ragazzini mette in guardia anche dai falsi amici ed evita che vengano fatti errori di distrazione grazie a più di 600 note d’uso per allertare lo studente; essendo aggiornato ogni anno, il dizionario comprende moltissimi neologismi, di cui spiega non solo il significato ma anche l’origine.

Si tratta di un dizionario adatto a studenti delle scuole superiori, dell’università e traduttori, ed è corredato da un CD e un’app dedicata: la versione 2019 è disponibile su Amazon a partire da 68,50€ e su IBS allo stesso prezzo.

Dizionario di inglese per la scuola media

Questa versione del dizionario di Zanichelli è particolarmente indicata per gli studenti della scuola media a causa della sua compattezza: si tratta infatti di una versione concisa, ovvero in cui ci sono solo i termini essenziali.

L’ultima edizione è aggiornata al 2016 e comprende circa 190mila termini e significati, 41mila esempi, duemila verbi frasali, 7000 “parole amiche” (ovvero espressioni formate da parole che stanno spesso insieme) e 540 falsi amici.

Alla fine del dizionario ci sono alcune liste e schede per consolidare la grammatica e l’utilizzo dei verbi, soprattutto quelli irregolari e frasali. Anche in questo caso sono indicati e spiegati alcuni neologismi, come contactless e selfie.

Particolarmente adatto per la scuola media, questo dizionario inglese-italiano di Zanichelli è disponibile su Amazon a partire da 26,26€, su IBS allo stesso prezzo e usato su Libraccio.

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Migliore dizionario tecnico di inglese

Più di 215mila termini dei settori commerciale, amministrativo e aziendale: il dizionario inglese-italiano di Hoepli è in questo caso uno strumento per professionisti di questi settori, che hanno bisogno di apprendere velocemente il lessico specifico del loro campo in lingua inglese.

Oltre ai termini veri e propri, quindi, all’interno di questo dizionario sarà possibile trovare molte frasi ed espressioni ricorrenti in alcuni settori professionali, oltre a un’appendice ricca di tavole e schede di equivalenza tra le unità di misura inglesi e italiane.

Questo dizionario comprende una versione digitale a pagamento che è possibile scaricare su IOs, Windows e Android; il dizionario tecnico di Hoepli è disponibile su Amazon a partire da 101,91€ e su IBS allo stesso prezzo.

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Dizionario di inglese per la scuola superiore

Un modello compatto anche se ricco di voci ed esempi: il dizionario inglese-italiano di Vallardi con copertina brossurata e pagine sottili è un’alternativa compatta per chi vuole poter portare con sè il dizionario senza dover rinunciare a uno strumento di qualità e ricco di lemmi.

Oltre a circa 30mila voci, il dizionario infatti comprende la spiegazione dei verbi irregolari e delle reggenze, alcuni termini tecnici di ambiti specifici (come l’informatica, la finanza e l’economia), modi di dire e slang tratti dal linguaggio colloquiale, spiegazioni di neologismi e termini ispano-americani.

Compatto ma completo, è un dizionario adatto per le scuole superiori, ma anche per l’ultimo anno delle scuole medie; è disponibile su Amazon a partire da 8,50€ e su IBS allo stesso prezzo.

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Migliore dizionario di inglese tascabile

Se sei in cerca di un dizionario tascabile che possa accompagnarti nei tuoi viaggi, ma a cui però non manchi nulla, il Mini di Zanichelli è il dizionario inglese-italiano compatto e tascabile che fa per te.

Nonostante le dimensioni ridotte, infatti, questo volume comprende 27mila lemmi, 41mila accezioni e 5900 frasi ed esempi contrassegnati per ambiti e contesti d’uso.

L’elemento più utile di questo dizionario è probabilmente l’app dedicata “Parole in viaggio“, scaricabile sia su iOS che su Android, che contiene il dizionario e un frasario di 3500 parole e frasi. Questo dizionario inglese-italiano tascabile di Zanichelli è disponibile su Amazon a partire da 6,71€ e su IBS allo stesso prezzo.

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Migliori dizionari monolingua inglese-inglese

Cos’è un dizionario monolingua? Si tratta di un vocabolario in cui viene utilizzata solo una lingua: il dizionario di italiano, per esempio, è un dizionario monolingua che ci spiega il significato dei termini in lingua italiana.

Per l’inglese è lo stesso discorso: il dizionario monolingua d’inglese è interamente scritto in questa lingua, ha tutti i nomi presenti anche nel dizionario inglese-italiano ma, a differenza di quest’ultimo, non ci sarà la traduzione in italiano del termine, bensì la spiegazione del significato di quella parola in lingua inglese.

Perchè utilizzare il dizionario monolingua? Si tratta di un esercizio formidabile da fare quando si frequenta la scuola, ma soprattutto di uno strumento utilizzato da professionisti, insegnanti e traduttori.

Il dizionario monolingua di inglese permette di capire il significato di alcuni termini senza dover leggere direttamente la traduzione: così facendo, mentre impariamo cosa vuol dire una certa parola, apprendiamo molte altre parole che ci saranno utili nello studio della lingua.

Dizionario di inglese Oxford University Press

Il dizionario monolingua di Oxford University Press è il non plus ultra in fatto di dizionari inglese-inglese. È focalizzato sull’uso della lingua che si fa oggi, ricco di neologismi e nuovi modi di dire, aggiornato per quanto riguarda sia la terminologia che la struttura della frase.

Il dizionario ha anche un’appendice finale con schede e tabelle e un’interessante sezione chiamata Word Trends, in cui ci si focalizza sui neologismi e sull’origine di alcune parole. Adatto per chi ha una grande dimestichezza con la lingua inglese, è disponibile su Amazon a 39,09€ e su IBS allo stesso prezzo.

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Dizionario monolingua Collins

Un altro dizionario monolingua affidabile e completo è quello di Collins, una vera e propria istituzione nello studio della lingua inglese.

Arrivato alla dodicesima edizione, il dizionario monolingua Collins ha attraversato la storia della lingua inglese, e all’interno delle sue pagine sarà possibile seguire il filo di questa storia analizzando e studiando i termini nuovi e l’evoluzione delle parole cadute in disuso.

Si tratta di uno strumento necessario per chi ama la lingua inglese, ma anche per chi gioca e sperimenta con le parole ed è affascinato dal modo in cui le lingue si evolvono. Il dizionario monolingua di Collins comprende anche una versione Kindle e un’app dedicata, ed è disponibile su Amazon a partire da 46€ e su IBS allo stesso prezzo.

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Dizionario inglese-inglese Macmillan

Mentre i due dizionari monolingua che abbiamo visto finora sono modelli da tavolo e voluminosi, questo dizionario monolingua di Macmillan è più compatto e comprende 7500 parole per aiutare coloro che non parlano inglese a capire, utilizzare e prendere consapevolezza del funzionamento della lingua.

Uno dei punti di forza di questo dizionario è la sua facilità di consultazione, grazie alla stampa in bicromia che permette di isolare i lemmi scritti in rosso; ci sono anche molti box e schede illustrative, tabelle e riferimenti alla cultura e società inglese e americana.

Corredato da una versione digitale, questo dizionario monolingua di Macmillan è disponibile su Amazon a partire da 30,18€ e su IBS allo stesso prezzo.

Dizionario di inglese Longman

L’ultimo dizionario monolingua che mettiamo a confronto è quello di Longman, edito da Pearson e tra i più autorevoli vocabolari di inglese in commercio.

Arrivato alla sua sesta edizione, questo dizionario inglese-inglese è specificamente pensato per gli studenti britannici e non; comprende circa 230mila lemmi e significati, oltre a frasi ed espressioni ricorrenti.

Grazie alle schede e ai box di focus sulla grammatica, è possibile per gli studenti ripassare alcune regole, utilizzando il dizionario non solo come strumento di consultazione ma come vero e proprio supporto didattico. Rilegato con copertina rigida, questo dizionario monolingua è in vendita su Amazon a 37,99€ e su IBS.

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Un traduttore inglese – italiano online affidabile?

Alla ricerca di un traduttore perfetto dall’italiano all’inglese online? La traduzione perfetta non esiste, e infatti esistono più traduzioni possibili per una stessa frase. Come hai visto, molti dei migliori dizionari di inglese prevedono anche una versione digitale e un’app dedicata da poter utilizzare sul proprio smartphone.

Tra i vari traduttori online ti consigliamo quelli ufficiali di Oxford e Cambridge, le massime autorità per lo studio della lingua inglese. Se cerchi un traduttore affidabile potrai poi utilizzare le app e le versioni digitali dei dizionari cartacei, tutti disponibili al miglior prezzo sui principali store online e nei negozi specializzati.

Fonte: I migliori dizionari di inglese tra cartaceo e online

“Fedeltà” di Marco Missiroli arriva a Messina: il racconto della società incapace di tradire

“Fedeltà” di Marco Missiroli arriva a Messina: il racconto della società incapace di tradire

Di Clarissa Comunale – La versione completa di “Shine on your crazy diamond” dei Pink Floyd consta di una lunga introduzione strumentale – che dura circa otto minuti – per un brano musicale straordinario che si rivela essere uno dei migliori della storia della musica mondiale. Un lungo piano-sequenza introduttivo, dunque, che prepara l’ascoltatore ad un’atmosfera nuova, intima, a volte anche mistica, sensuale: la potenza del rock. Proviamo ad assumere lo stesso atteggiamento tra le pagine di Marco Missiroli, candidato al prossimo premio Strega che, dopo il successo di Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli, 2015), ritorna quattro anni dopo con Fedeltà (Einaudi, 2019), che considera il suo “libro padre”, primo passaggio ad una scrittura matura. Il romanzo, ambientato nella Milano che attraversa il decennio 2009/18, racconta le vite di Carlo Pentecoste, insegnante di letteratura, e Margherita Casadei, competitiva agente immobiliare, sposati da molti anni e sconvolti da un “malinteso” che farà cambiare i confini del loro legame: Carlo sorpreso con una sua allieva nella toilette dei locali in cui tiene il suo corso di letteratura.
Nella presentazione di Fedeltà che si è tenuta sabato 9 marzo alla libreria La Gilda dei Narratori con il giornalista Francesco Musolino, Missiroli spiega come questo testo sia nato grazie a tre episodi: “Nasce prima a Rimini, mia città natale, in un giorno in cui mio padre mi ammette di non aver mai tradito mia madre; poi quando notavo la straordinaria felicità sul volto di mia moglie ogniqualvolta rientrava a casa dalle sue sedute con il fisioterapista; e, infine, in un bar di Milano, in cui notai un gruppo di ragazze, immaginandomi cosa potesse raccontare un narratore seguendo uno delle ragazze andar via e, poi, riportando il pettegolezzo che le altre avevano cominciato a tessere all’uscita di una di loro”.
Se per Francesco Musolino, Fedeltà racconta la vita e affronta le voglie, Missiroli spiega che in realtà il titolo riporta un concetto plurale, che si declina in ambito esistenziale: “Sono tutti racconti veri, tratti da molti casi clinici e c’è anche l’autobiografia. Non troverete scene madri per il semplice fatto che racconto la vita nella sua autenticità”. Secondo Missiroli viviamo in uno stato di “osmosi esistenziale”, in perenne lotta tra noi stessi ed il mondo esterno, un mondo che ci vuole costantemente condurre all’infedeltà: ciò avviene in matrimonio, così come in amicizia. La chiave di volta, infatti, per comprendere pienamente Fedeltà è constatare l’importanza di rimanere fedeli a se stessi, senza perdersi nel liquame sociale, oggi compresso anche dai social, molto presenti sul romanzo, che storpiano facilmente la percezione della realtà.
Si ritiene un “junghiano” che, sfruttando gli studi sui vasi comunicanti, tesse la tela di Fedeltà tra verità, menzogne, ambiguità, contraddizioni, con una scrittura che, lungo un unico piano sequenza suddiviso in due parti, come un esercizio di scenografia cinematografica, e con il geniale utilizzo del “passaggio d’anima”, immette il lettore a cogliere tutto d’un fiato il testo che, nelle atmosfere di una Milano frenetica e malvagia, fino a Rimini intima e familiare, si dimostra essere un romanzo corale, ove le voci di Carlo e Margherita si mischiano ad altri importanti personaggi: Anna, madre di Margherita, che detiene il valore del matrimonio quale legame antico di fedeltà, Andrea, il fisioterapista che, invece, risponde ad una condizione dei corpi che serpeggia lungo tutto Fedeltà, e Sofia, l’allieva di Carlo, che si assumerà la responsabilità di prendersi cura del proprio padre, rimasto vedevo. Un ruolo fondamentale, infatti, rivestono i genitori per Missiroli il quale distingue due categorie di figli: “quelli che sono genitori dei propri genitori, come Sofia, e quelli che rimangono figli per sempre, come Carlo. Mi sono dunque chiesto: questa società sa partorire solo figli o accuditori?”.
Il tradimento, che spesso è legato ad un momento di evasione e di debolezza, in realtà per Missiroli diventa l’occasione per raccontare la sterilità dei rapporti contemporanei che con troppa facilità cadono nella rete della cedevolezza, ma che potrebbero trovare un nuovo modo di amare e rinvigorire il rapporto. Perdersi per poi ritrovarsi, dunque, per essere stati capaci di mettere se stessi in discussione: “chi si riabitua è stato da un’altra parte, sovvertendo un equilibrio”, scrive a pagina 69. L’infedeltà, che oggi è un “gesto naturale” in quanto siamo tutti “portatori sani di infedeltà”, è solo un’alibi per riportarci alla fedeltà verso se stessi, dove anche l’erotismo trova spazio, non resti solo un sogno, ma un desiderio sempre nuovo. In tal senso Ignazio Lax, che coordina con Roberta D’Amico il gruppo di lettura “La Gilda che Legge”, ha riscontrato in Fedeltà, “un romanzo di formazione, che ci fa pensare alla fedeltà alla maniera degli antichi latini quale legame senza costrizione così come emergeva in Catullo e Properzio, ponendo una netta distinzione tra tradimento fisico e amore legato alla passione”. E sul desiderio carnale Missiroli spiega: “noi uomini abbiamo una zona d’ombra che ci trattiene dal compiere un tradimento e si esplica in un processo di elemosina nei confronti di una donna: trattenendola un secondo in più nel salutarla, o accostandola leggermente più vicina a noi, plachiamo l’istinto al tradimento”.
“In letteratura la verità è ciò che si ricorda” (p. 44), una citazione da Barnes che esprime il suo forte legame con la letteratura americana, soprattutto ebraica, descrivendola con l’immagine della natività: “Dentro la capanna ci sono i fratelli Singer, Malamud, Bellow e Joseph Roth. Philip Roth sta fuori dalla capanna perché portatore della laicizzazione del corpo, mostrando un corpo morente, perché decaduto e, infine, Nabokov. A costruire la capanna è Kafka, che rappresenta la parte spirituale e poetica”.
Divide la critica, tra le polemiche legate all’apatia e alla freddezza del racconto e gli elogi per la scrittura e le tematiche, tanto da incassare il voto di 10 dal critico Antonio D’Orrico sulla “Lettura” del “Corriere della Sera”, ad oggi si attesta ottavo nella classifica nazionale e potrebbe essere un possibile vincitore del premio Strega, premio a cui aspira anche la messinese Nadia Terranova, con Addio Fantasmi. Nel frattempo un intenso tour nazionale sta facendo parlare Fedeltà. Dopo le tappe siciliane a Messina, Catania, Siracusa, Caltagirone e Palermo, Missiroli sarà, dal 12 marzo, a Bologna, Napoli e Roma.

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Fonte: “Fedeltà” di Marco Missiroli arriva a Messina: il racconto della società incapace di tradire

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