L’iscrizione al V.I.E.S. e i passi per ottenerla

 

Nonostante l’Europa in questo momento non stia attraversando uno dei suoi momenti migliori, in ambito economico si cerca di sfruttare i vantaggi che la presenza della stessa può apportare al nostro paese. Uno di questi vantaggi è rappresentato dalla famosa registrazione alla V.I.E.S., ossia la partita IVA comunitaria. Ma cosa differenzia la classica partita IVA da quella comunitaria? La differenza sta nel fatto che la comunitaria è autorizzata a operare anche con l’estero, sia in entrata che in uscita. In poche parole, altro non è che una classica partita Iva, con tutte le sue particolarità, che l’Agenzia delle Entrate ha abilitato a operare con i paesi internazionali.

Chi può richiederla e come fare per averla
 

L’Agenzia delle Entrate ha emesso una regola piuttosto chiara in merito a chi può richiedere la registrazione alla V.I.E.S. e su come farla. Tutti coloro che esercitano l’attività d’impresa o anche la singola professione  all’interno del territorio dello Stato, e che intrattengono rapporti economici con le attività appartenenti ad altri paesi dell’Unione Europea, hanno l’obbligo di registrarsi alla partita Iva comunitaria. I mezzi per poterla fare sono quelli classici del portale dell’Agenzia delle Entrate, la quale non richiede alcun costo per effettuare tale richiesta permettendo, sempre gratuitamente, anche la consultazione per la verifica dell’iscrizione al V.I.E.S.

Se il soggetto in questione ha già la partita Iva, allora potrà iscriversi al VIES direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate o anche per mezzo di intermediari. Se questo inizia una nuova attività, per iscriversi bisognerà compilare il campo ‘Operazioni Intracomunitarie’ che si trova all’interno dei modelli AA7 (valido per le aziende) o AA9 (valido per le imprese individuali e per i lavoratori autonomi). Dal momento in cui si lancia la richiesta della partita Iva comunitaria o si riceve la richiesta di iscrizione al VIES, parte ufficialmente la registrazione e si potranno già  intavolare le prime trattative economiche con le diverse aziende estere. Per una maggiore sicurezza ci si potrà avvalere della verifica telematica delle partite Iva comunitarie, cosi da essere certi della regolarità dell’iscrizione.

Inoltre, se qualcuno decide di tirar fuori dall’archivio il proprio nome o quello della propria azienda, basterà eseguire la medesima tipologia di operazioni eseguite per l’abilitazione e il gioco sarà fatto.

Infine, bisogna ricordare che le imprese registrate al VIES sono periodicamente soggette a controlli sulla regolare attività svolta negli elenchi riepilogativi delle trattative con le imprese internazionali, e qualora dovessero essere trovate delle irregolarità l’Agenzia delle Entrate si riserva il diritto di escludere dal VIES tutti coloro che non hanno presentato alcun elenco riepilogativo per la durata di quattro mesi consecutivi.

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