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La veglia funebre e le tradizioni popolari

La morte di una persona cara porta sempre con sé un gran dolore. I giorni che precedono e succedono il funerale sono spesso caratterizzati da visite, celebrazioni solenni, riti e usanze che riguardano soprattutto i familiari, ma anche i parenti e gli amici più stretti per superare il momento di dolore e dare una mano.

 

Spesso a seconda della religione, delle tradizioni e della cultura, quando muore una persona casa le usanze possono cambiare da regione a regione, da famiglia a famiglia. Non esistono vere e proprie regole, ma tradizioni tramandate dalle credenze e dalle consuetudini.

Se il rivolgersi alle onoranze funebri e l’acquisto di un loculo nel cimitero cittadino sono azioni oggettive che interessano complessivamente la maggior parte delle persone, altre invece sono strettamente personali. Tra queste c’è la veglia funebre, l’usanza per la quale il morto non debba mai essere lasciato solo. Questa usanza, a meno che la camera ardente non sia allestita in casa, sta andando via via scemando dal momento che nelle sale del commiato vigono dei precisi orari di apertura da dover rigorosamente osservare.

 

La veglia funebre in casa sottostà a delle usanze: si libera la stanza da tutti gli specchi, le donne rimangono intorno al defunto per tutto il tempo e gli uomini generalmente vanno in un’altra stanza. La preghiera, il silenzio e il lamento ne dettano i tempi. In alcuni paesi italiani durante la notte, assieme al defunto, rimangono amici e parenti, mentre i familiari possono allontanarsi temporaneamente per riposare; in questo caso intervengono solo gli uomini.

Stando ad alcune usante del Centro e Sud Italia, anche il pianto è strettamente legato a delle credenze popolari. La tradizione popolare dice, infatti, che le lacrime appesantiscono gli abiti del defunto turbandone la pace e il viaggio verso l’aldilà. Alcune tradizioni, invece, vietano il pianto dopo il tramonto perché così facendo si disturberebbe lo spirito.

 

Ma, quando si parla di morte, le tradizioni popolari specie quelle del sud Italia sono molto cariche di azioni e significati. Per esempio, se dalla propria casa si vede passare un carro funebre, è abitudine chiudere le porte e le finestre per evitare che il lutto entri nelle proprie case; i negozi, invece, abbassano le saracinesche a simboleggiare il segno di rispetto verso il defunto.

La cultura popolare e il credo religioso spingono il Sud Italia a seppellire la bara integra, anche se vanno aumentando i casi di cremazione a Roma. Una volta seppellito il defunto nel cimitero comunale, i familiari sono invitati a non passare la notte nella casa coinvolta dal lutto. Parenti o amici li accolgono per lasciare la casa deserta con al centro della stanza una lampada, una bacinella con dell’acqua e un asciugamano perché lo spirito del defunto potrebbe tornare dopo ventiquattro ore e aver bisogno di lavarsi dopo che ha vagato nelle tenebre.

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