La chirurgia per l’incontinenza urinaria maschile, quando è necessaria?

La chirurgia per l’incontinenza urinaria maschile, quando è necessaria?

L’incontinenza urinaria è uno dei disturbi più comuni che interessano la popolazione. Si manifesta con una perdita d’urina improvvisa, che può essere passeggera o continuata nel tempo. Per casi passeggeri non c’è molto da preoccuparsi. Al contrario se il disturbo persiste nel tempo, è meglio correre ai ripari e chiedere consiglio a un dottore. A volte, l’incontinenza è molto grave che per essere risolta ha bisogno di un intervento chirurgico. Osserviamo il caso particolare della chirurgia incontinenza urinaria maschile.

Si procede con l’intervento per risolvere o alleviare un problema di incontinenza urinaria da sforzo, ma soltanto dopo aver provato senza ottenere risultati soddisfacenti con l’impiego di cure farmacologiche o riabilitative.

Di solito, l’incontinenza da sforzo è una forma di incontinenza urinaria che si manifesta con perdite di urina, del tutto involontarie, a causa di uno sforzo, come: uno starnuto, un colpo di tosse, o lo spostamento di un peso, ad esempio. Nell’uomo questo tipo d’incontinenza si può presentare come conseguenza di un in intervento di chirurgia della prostata, oppure in presenza di lesioni dei meccanismi sfinterali uretrali o dei nervi. L’intervento ha lo scopo principale di ripristinare il meccanismo di chiusura dell’uretra o di riuscire almeno a dare un maggiore controllo alla persona.

In base alle condizioni di salute del paziente e alla gravità della forma d’incontinenza, si esegue un tipo d’intervento piuttosto che un altro. Gli interventi possibili sono: l’iniezione nell’uretra di sostanze volumizzanti, l’introduzione di due palloncini occludenti extrauretrali, l’applicazione di una protesi sfinterica e il posizionamento di uno sling.

Gli interventi di chirurgia incontinenza urinaria maschile hanno percentuali molto alte di successo e in molti casi risolvono il disturbo dell’incontinenza o almeno lo rendono più lieve. Il miglioramento si può subito notare osservando la quantità di perdite giornaliere.

Un sistema facile per quantificare la complessità di un’incontinenza è il metodo del pannolino. Al paziente, viene chiesto di pesare il pannolino asciutto e poi di pesarlo dopo l’utilizzo. Dalla somma dei pesi delle ultime 24 ore, si può stabilire l’entità del problema. Fino a 100 gr di perdita di urina il problema è considerato lieve, tra i 100 e i 400 g l’incontinenza diventa moderata, oltre tale peso siamo in presenza di una forma grave d’incontinenza.

Alcuni di questi interventi prevedono l’utilizzo di materiali più costosi e una conoscenza specifica da parte del chirurgo che esegue l’intervento. Questo è proprio il caso dell’interevento per impiantare uno sfintere artificiale, che registra fino all’87% dei casi di successo anche per forme molto gravi d’incontinenza. In genere è utilizzato solo per incontinenze gravi, dati gli alti costi e la complessità dell’operazione.

Di qualsiasi incontinenza tu soffra, non ignorare mai i sintomi e rivolgiti a un dottore per indagare sulle sue cause. Se invece, non soffri di alcun disturbo, la scelta di approfondire l’argomento ti permetterà di prevenire un’eventuale incontinenza in futuro.

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