Il senso di Smilla per la neve, il romanzo capostipite del giallo scandinavo

Il senso di Smilla per la neve, il romanzo capostipite del giallo scandinavo
Il senso di Smilla per la neve, il romanzo capostipite del giallo scandinavo

C’è un romanzo che sancisce una sorta di unicum nella storia della letteratura gialla europea, è l’opera del danese Peter Høeg pubblicata nel 1992 col titolo “Il senso di Smilla per la neve” da cui è stato tratto il film omonimo andato in onda ieri sera du Rete 4. Il romanzo, che fu tradotto in Italia, dove conobbe un notevole successo nel 1994 di critica e lettori. Fu portato alla ribalta per la prima volta in Italia da Alessandro Baricco, che lo recensì su Tuttolibri, sancì la nascita (o rinascita, a seconda dei casi) del giallo alla maniera del Nord Europa, filone che negli ultimi anni ha conosciuto grande successo.

Naturalmente, la Danimarca è cosa ben diversa dalla Svezia  o dalla Norvegia, eppure in un certo senso “Il senso di Smilla per la neve” può essere considerato il capostipite contemporaneo della letteratura scandinava di indagine. La storia è quella che ha per protagonista Smilla Qaavigaaq Jaspersen, una ragazza che vive a Copenaghen. È figlio di un ricco e celebre medico danese, ma la verità è che il suo ambiente sociale metropolitano non gli è mai stato così stretto. Sua madre, infatti, è morta quando lei era ancora una bambina, all’epoca viveva come un’inuit groenlandese.

Da qui il perenne e costante “richiamo della foresta” di cui Smilla è, in un certo senso, vittima. Trascorre le proprie giornate sola, con l’unica compagnia di Esajas, un bambino inuit che vede in Smilla l’unica persona da cui lasciarsi accudire senza timore. Quando Esajas viene ammazzato, Smilla non può credere alla versione della polizia, secondo cui il bambino è scivolato dal tetto innevato di un palazzo, in quanto, in base alle sue profonde conoscenze della neve, argomenta che il bambino non può essere morto per un incidente.

E così, sfidando la polizia, la donna inizia la sua indagine personale, ricorrendo a ogni mezzo pur di comporre il puzzle di una verità che si dimostrerà, pezzo dopo pezzo, sempre più inquietante. Chiamando a sé tutti i demoni e i fantasmi irrisolti della inuit che giace dentro di lei: è il senso della neve, qualcosa di inspiegabile a chi non è nato tra quei ghiacci. Lunghe descrizioni, romanticismo,  tono poetico, una concezione del giallo totalmente diversa da quello dell’hard boiled nordamericano. Ma anche da buona parte della tradizione europea. E infatti, tempo tempo, sempre in Italia fu celebrato il successo di un altro romanzo di Peter Høeg,  “I quasi adatti”, l’ ultimo romanzo di Peter Høeg, lo scrittore danese diventato una celebrità internazionale dopo il successo de “Il senso di Smilla per la neve”. In quel romanzo, peraltro bellissimo, realizzato con evidente e autentico dolore, il Peter – voce narrante della storia – altri non è che l’ autore all’epoca trentottenne, un passato di ballerino, attore e marinaio.

Fonte: Il senso di Smilla per la neve, il romanzo capostipite del giallo scandinavo

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