“Il mostro che ruba la luce”: le curiose leggende sulle eclissi solari, da Dante ai Navajo

“Il mostro che ruba la luce”: le curiose leggende sulle eclissi solari, da Dante ai Navajo
“Il mostro che ruba la luce”: le curiose leggende sulle eclissi solari, da Dante ai Navajo

in foto: Un eclissi solare dipinta da Charles F. Blount (London, 1845).

Mancano poche ore alla “Great American Eclipse”, l’affascinante evento astronomico che oscurerà il sole per ben due minuti. L’eclissi sarà visibile in gran parte degli Stati Uniti d’America, ma in tutto il mondo milioni di appassionati attendono di assistere, anche solo “virtualmente”, allo straordinario spettacolo.

Auspicio di rinascita e rinnovamento, soprattutto politico, per il filosofo Tommaso Campanella, e strumento di lettura della natura per Giordano Bruno, le eclissi solari hanno affascinato anche tantissimi scrittori nel corso dei secoli: perfino Dante utilizza le suggestioni naturali dell’eclissi per descrivere il turbamento e la disperazione seguiti alla morte di Beatrice, nella Vita Nova, e per ricordare l’evento divino della morte di Gesù in croce, nel Paradiso.

E pareami vedere lo sole oscurare, sì che le stelle si mostravano di colore ch’elle mi faceano giudicare che piangessero; e pareami che li uccelli volando per l’aria cadessero morti, e che fossero grandissimi tremuoti.

I demoni che rubano il sole

Questo perché l’oscuramento del sole ha sempre rappresentato per l’uomo, fin dalle origini, un terribile momento di rottura dell’ordine costituito: il naturale corso del sole, simbolo di vita, s’interrompe, scatenando paure, suggestioni e, in alcuni casi, vere e proprie nevrosi collettive. Molti popoli hanno interpretato nei modi più fantasiosi possibili questo fenomeno naturale: per alcuni la scomparsa del sole ha rappresentato una punizione divina, mentre per altri si trattava di un modo attraverso il quale gli déi, gelosi e smaniosi di potere, si facevano guerra a vicenda, “rubandosi il sole”.

Come in Cina, dove fino al XIX secolo la Marina militare ha avuto ordine di sparare contro “il drago che voleva ingoiare il sole”, una superstizione iniziata circa duemila anni prima di Cristo. Così come gli antichi popoli nativi americani: è attestato che i Navajo battessero su pentole, scodelle e tamburi nella speranza di spaventare il demone che voleva divorare il disco solare.

Dagli Assiri fino a tutto il Medioevo, durante il quale si pensava che fossero le streghe le responsabili del temibile fenomeno oscuro, la “scomparsa” del sole simboleggia un evento da scongiurare a tutti i costi: si racconta che nelle antiche tribù mesopotamiche per i cento giorni successivi all’eclissi i sovrani venissero sostituiti al trono da criminali e assassini, in modo da far ricadere su di loro, e non sul re e la regina, la terribile punizione divina nascosta dietro il fenomeno naturale.

Fonte: “Il mostro che ruba la luce”: le curiose leggende sulle eclissi solari, da Dante ai Navajo

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