Il miele come tradizione

Il miele come tradizione

La maggior parte delle persone, soprattutto in Italia, ha assaggiato il miele almeno una volta ed ha sentito parlare di miele artigianale come quello dell’azienda Rifugio delizia, a dimostrazione del fatto che rappresenti un vero e proprio dato culturale italiano da proteggere a tutti i costi, una tradizione da rispettare e mantenere.
Tendenzialmente risulta difficile pensare a molteplici tipi di miele ma la realtà è che ne esistono di infiniti perché sono molteplici i fattori che entrano in gioco quando si tratta di produrre anche un singolo vasetto di miele.
La prima differenza deriva dalle piante o dai fiori da cui le api ricavano il polline, di conseguenza risulta decisiva anche la zona geografica in cui essi si trovano, soprattutto a che altitudine.
Per quanto riguarda il polline, non bisogna trascurare che le api lo prelevano da più fiori, quindi non ci sarà mai un miele “puro”, composto da una singola varietà ma, al contrario, si ottengono “prodotti ibridi” con un aroma prevalente.
Tutti questi fattori incidono anche su altre due caratteristiche: la sua consistenza e sul colore che in genere risulta ambrato o dorato. La principale conseguenza di tutto ciò è il gusto che può essere molto dolce, mediamente tale o tendere verso l’amaro.

Il miele di Acacia

Il miele probabilmente più conosciuto ed utilizzato è quello di Acacia che, pur essendo tipico delle Prealpi è conosciuto e prodotto in tutta la penisola. È facile da riconoscere per via del suo colore estremamente chiaro, leggermente ambrato, la sua consistenza liquida e setosa con un aroma molto tenue e delicato ed il suo sapore molto dolce. Ha la caratteristica di contenere più fruttosio che glucosio, per questo motivo la sua cristallizzazione è molto ritardata e quindi rimane liquido a lungo (basta riscaldarlo a 45 gradi).

Il dolce lombardo

Il miele di acacia è considerato un eccellente dolcificante e quindi viene spesso utilizzato per sostituire lo zucchero nelle bevande, di cui non ne altera il sapore per via del gusto leggero.
Questa tipologia di miele è infine l’ingrediente fondamentale di un antico cibo tradizionale lombardo (delle zone di Cremona) con il nome “spongarda”, che viene preparato con frutta secca assortita e tritata (mandorle, nocciole, pinoli e noci) amalgamata con miele di acacia e altre spezie. L’impasto, così composto, riposa per una settimana in un recipiente di terracotta per poi essere messo tra due dischi di pasta e cotto a forno.
Si tratta di un antico dolce di cui si hanno testimonianze già nel 1755 e che ha ottenuto il riconoscimento regionale di prodotto tipico. 

 

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