Il contratto a tempo determinato in Italia

Il contratto a tempo determinato in Italia

Il mondo del lavoro in Italia è regolato da diverse normative, che  servono per regolarizzare  ed indicare il tipo di contratto che viene stipulato tra il lavoratore e l’azienda.

I contratti formalmente si dividono in due grandi macro aree: quelli a tempo determinato che possono essere rinnovati più volte e quelli tempo indeterminato,  che permettono al lavoratore di essere assunto senza una data di scadenza e sono tipici della Pubblica Amministrazione e del settore scolastico. Entrambe le categorie possono poi da qualche tempo controllare tutti i dettagli sulla loro assunzione (compresi i cedolini relativi agli stipendi) direttamente sul portale Noipa, dedicato alla PA.

Il contratto a tempo determinato dal punto di vista giuridico viene considerato un elemento accessorio al contratto del lavoro subordinato.

La nascita del contratto a tempo determinato risale al dopoguerra, quando in piena ricostruzione si aveva l’esigenza di regolarizzare il lavoro e rendere stabili i contratti, con la possibilità per i lavoratori di usufruire del diritto alla conversazione del lavoro, nonchè allo svolgimento dello stesso in un determinato periodo di tempo.

La legge n 230 del 1962 dichiarava che il contratto doveva essere stipulato in forma scritta  e doveva indicare al suo interno la ragione d’associazione e il tempo di scadenza, inoltre poteva essere prolungato solamente una volta.

Tra le riforme più importanti del contratto a tempo determinato è quella del 6 settembre del 2001, emanata  insieme alla direttiva 1999/70/ CE, che regolarizza i nuovi requisiti del contratto:

I principali punti che prende in esame il nuovo contratto sono:

  • Forma : dove viene indicato il termine e le ragioni di giustificazione del contratto

  • Sostanza:  si occupa delle ragioni di carattere tecnico e produttivo del contratto

  • Limiti quantitativi:  che vengono definiti dai CCNL di categoria

  • Divieti:  la norma impedisce di fare ricorso in merito a  specifici contratti di lavoro come ad esempio la sostituzione degliscioperanti o il trattamento d’ integrazione di salario

Dopo le modifiche apportate dalla legge Biagi, il contratto a tempo a determinato è stato modificato negli ultimi anni con il decreto Poletti, meglio conosciuto come Jobs Act.

Il decreto Poletti  è stato varato dal Governo Renzi come legge del 16/05/2014 n 78, che ha liberalizzato le assunzioni a tempo determinato per una durata massima di 36 mesi.

Con questo nuovo decreto vengono fatte anche delle distinzioni tra le piccole imprese, che non hanno dei limiti di assunzioni e le aziende con più di 5 dipendenti.  il numero di dipendenti con un contratto a tempo determinato non deve essere superiore al 20% del totale dei dipendenti, poichè in caso contrario il datore di lavoro andrà incontro a pesanti sanzioni amministrative.

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