Il casellario giudiziale nel blocco dei procedimenti penali napoletani

Il casellario giudiziale nel blocco dei procedimenti penali napoletani

 

Il quadro

Il presidente della Corte d’Appello di Napoli lancia l’allarme sulla situazione di stallo dei procedimenti penali e, dalla sua nomina, ha disposto un controllo puntuale da parte di tutti gli attori coinvolti per cercare di limitare il più possibile il blocco. L’esecuzione di cinquantamila sentenze già passate in giudicato deve ancora essere compiuta, ma i processi si sono già svolti e sono stati chiusi. Il problema è che, per portare a termine l’intero iter, mancano gli ultimi adempimenti amministrativi: spese giudiziali da recuperare, beni sequestrati da riconsegnare ai proprietari, somme da incassare per pene pecuniarie, imputati in libertà che, invece, dovrebbero essere incarcerati e aggiornamento del casellario giudiziale con i verdetti di colpevolezza.

 

I casi

Ci sono almeno un migliaio di verdetti che si devono risolvere con la detenzione dell’imputato, ma manca l’estratto esecutivo, fondamentale per incarcerarlo. In molti altri casi il blocco ha un impatto negativo dal punto di vista economico, fra somme da pene pecuniarie da riscuotere, spese di giustizia da recuperare (es: intercettazioni), beni da confiscare e la registrazione nel casellario giudiziale: ci sono persone condannate da una sentenza passata in giudicato, che però risultano ancora incensurate. Anche le sentenze di prescrizione o assoluzione si portano dietro delle spese: beni o somme da restituire e il diritto dell’imputato, scagionato da tutte le accuse, a essere informato dell’esito positivo del procedimento.

 

Cause

Il motivo di questo blocco sta nella mancanza, nelle cancellerie, di mezzi, persone e risorse: i dipendenti devono necessariamente gestire le urgenze, per esempio i processi con detenuti e quelli che rischiano di superare le scadenze, così il resto si accumula. Paradossalmente, questa situazione si è creata con l’aumento della produttività dei magistrati della Corta d’Appello e dei Tribunali, a seguito della riforma del giudice unico e del rito abbreviato.

 

Tentativo di soluzione

Vista la situazione preoccupante, il presidente della Corte d’Appello sta raccogliendo materiale per poi scrivere al Ministro della Giustizia e gestire le priorità: emissione degli estratti esecutivi e schede per il casellario giudiziale, per permettere agli uffici deputati di emettere gli ordini di carcerazione.

 

Avvocati

La situazione preoccupa anche gli avvocati. Il presidente della Camera penale ha dichiarato che, visto il problema della mancanza di personale amministrativo, sono state sporte denunce delle Camere penali distrettuali, che hanno proclamato due astensioni dalle udienze e hanno chiesto al Ministero una ispezione straordinaria, per cui è stata fatta anche una interrogazione parlamentare. Il tutto, sembrerebbe per il momento, senza esito.

 

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