Computer: storia di un oggetto rivoluzionario

 

Al giorno d’oggi, siamo abituati ad utilizzare dei computer piccoli, multifunzionali e di facile utilizzo, tuttavia il percorso per arrivare a tali macchine con queste caratteristiche è stato lungo diversi decenni e complesso. Inoltre, se attualmente università o scuole offrono studi, corsi e master in informatica a cui tutti possono accedere, prima si operava in ambienti totalmente differenti, addirittura in alcuni casi anche segreti, e dove l’importanza futura e lo sviluppo di questo settore non era neanche immaginato o previsto, da quei pochi esperti impegnati in questo ambito. Tuttavia, grazie ad invenzioni o intuizioni di alcuni personaggi, si è giunti alla creazione ed al progresso dell’informatica e di cervelli elettronici o computer, sempre più importanti ed influenti nella nostra vita quotidiana. Vediamo quali sono state le tappe fondamentali in questo percorso di innovazione tecnologica.

 

Le prime rudimentali macchine (antenati dei nostri computer) per effettuare operazioni elementari si devono, nel corso del tempo, al francese Pascal (nel XVII° secolo) ed al britannico Babbage (nel XVIII°). Solo nel XX° tuttavia si evidenzia un progresso repentino e considerevole, soprattutto dovuto ad esigenze di carattere militare. Infatti, le imponenti macchine (che arrivavano ad occupare anche una stanza) erano utilizzate soprattutto per decriptare le comunicazioni segrete degli eserciti nemici. Esse non avevano un sistema operativo o dei programmi, bensì funzionavano attraverso uno schema elettrico. Un esempio fu il “Colossus” del 1943, utilizzato dai britannici per decifrare i messaggi in codice tedeschi, criptati dalla macchina Enigma.

 

Con la fine della guerra, si cominciò a pensare di creare calcolatori capaci di essere programmati. Nasce nel 1946 l’ENIAC, una macchina programmabile attraverso codici binari eseguiti direttamente da un processore (linguaggio macchina). Un salto di qualità venne realizzato poi dal matematico Von Neumann, che ipotizzò macchine capaci di eseguire sequenze di comandi (algoritmi) anziché “semplici” operazioni. Da qui, nel 1951, nacque l’EDVAC, macchina dotata di un primordiale sistema operativo, con programmi inseriti già all’interno della stessa. Nel corso degli anni, vi furono miglioramenti nei materiali usati e nelle capacità di queste macchine. Infatti, nel 1969, viene inventato il sistema Unix che, rispetto al passato, poteva eseguire più programmi ed essere utilizzato da più utenti contemporaneamente.

 

E’ il 1972 quando invece la Xerox inventa una macchina, la Xerox Alto, che usa il mouse ed un display a finestre sovrapponibili, connesso ad una stampante. Da qui, dopo alcuni anni, inizia l’era degli “home computer”. Il primo di questi è l’Apple II, uscito nel 1977, che possiede fogli di calcolo, giochi e programmi di videoscrittura. Questo modello diventa anche capostipite dei cosiddetti “personal computer”, che verranno lanciati in seguito nel corso degli anni, riuscendo ad unire diverse capacità e funzioni in una piccola macchina, usufruibile da tutti. Negli anni ’80 avranno successo computer come il Commodore 64 e l’Apple Macintosh, che possiede una grafica semplice e diretta attraverso icone, che avrà molta diffusione. Parallelamente allo sviluppo e miglioramento dei computer, nasce nel 1990 e si espande la moderna rete internet. Con la miniaturizzazione di diverse componenti e ulteriore crescita delle capacità, cominciano a realizzarsi computer portatili e palmari. Nel 2007, sempre la Apple lancia iPhone e iPad e così si avvia l’epoca post personal computer.

 

 

 

 

 

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