Bale, Asensio e Morata: il Real va anche senza CR7 e Benzema

L'inizio di stagione del Real Madrid è segnato dal ritorno a casa di due campioni, da subito integrati in un tridente sperimentale insieme a Gareth Bale. Il primo è Marco Asensio, classe 1994 tutto mancino, nella passata stagione in forza all' Espanyol; marchia il suo ritorno con la camiseta blanca prima con una staffilata sotto al sette in finale di Supercoppa Europea e poi in rete anche alla prima di campionato contro la Real Sociedad in cui mette il suo timbro nel 3-0 finale (qui tutti i risultati della Liga) con uno splendido pallonetto. Il secondo giovane ritornato alla base è sicuramente molto più conosciuto a noi italiani: è quell'Alvaro Morata che è stato al centro di un vero e proprio tormentone estivo di calciomercato, fino al ritorno alla squadra che lo ha cresciuto.

 

In questo contesto si inserisce il "principe del Galles" Gareth Bale, di ritorno da un Europeo da protagonista e trascinatore. Grandi prestazioni, gol e una enorme abnegazione verso la squadra hanno permesso al suo Galles di andare ben oltre le aspettative, fino alla sorprendente semifinale persa contro il Portogallo. I primi due per motivi anagrafici e soprattutto per la presenza dei mostri sacri di Cristiano Ronaldo e Benzema non ambiscono al ruolo di titolari, ma in questo momento si trovano ad esserlo vista l'assenza per infortunio dei campionissimi.  Ronaldo è ormai in fase di recupero mentre il francese, sotto osservazione per una fastidiosissima infiammazione all'articolazione sacroiliaca, potrebbe averne ancora per diverse settimane.

 

Nelle prime uscite ufficiali e ancor prima nelle amichevoli chi ha stupito è soprattutto Marco Asensio, autore di 2 gol nelle prime 2 partite. Asensio è un trequartista moderno che può anche agire su tutto il fronte offensivo grazie alla sua tecnica innata, come il suo primo controllo orientato verso la porta che gli permette di tirare o di passare al compagno risparmiando un tempo di gioco.

Il giovane maiorchino viene da 2 stagioni di prestito, la prima al Mallorca dove si fa conoscere per i suoi assist specie da calcio piazzato. Nella stagione appena conclusa ha invece giocato nelle file dell'Espanyol, dove ha maturato la sua capacità di muoversi tra le linee facendosi trovare libero per poi tagliare la difesa avversaria con dei precisi filtranti. La caratteristica che più stupisce del ragazzo, oltre ovviamente al suo controllo palla, è l'intelligenza tattica che lo porta a venire incontro al portatore di palla creando degli spazi per l'inserimento di attaccanti e centrocampisti.

 

Ovviamente su certi aspetti risulta un po' acerbo, come nel fisico e nella gestione della partita, ma oltre a grandi doti tecnico-tattiche dimostra anche grande autostima e maturità, doti che non sono sfuggite a Zinedine Zidane che ha deciso di tenerlo sotto la sua guida al Bernabeu.  Il punto su cui dovrà lavorare sarà sicuramente la fase realizzativa. Sembra infatti più propenso all'ultimo passaggio, come dimostrano i molti assist serviti ai compagni, piuttosto che alla conclusione a rete. La nuova collocazione in campo sembra comunque permettergli di rendere al meglio anche sotto porta e se continuerà così ci sarà da divertirsi a Madrid.

 

Passiamo ora ad Alvaro Morata. Il calciatore ormai ex Juve non sembra rendere al meglio nel ruolo di prima punta, che non ne fa emergere le straordinarie capacità di dribbling, corsa, e velocità mostrate a Torino ed esaltate dal modo di giocare della compagine juventina. Siamo comunque sicuri che con il tempo e con lo spazio che riuscirà a ritagliarsi (non dimentichiamoci della cessione estiva di Jesè al Paris Saint Germain) troverà la sua collocazione in campo e la forma migliore.

 

Per quanto concerne Bale ci troviamo di fronte a un vero campione che si trova in un momento di forma eccezionale, sicuramente uno dei migliori della sua carriera. La passata stagione era iniziata in modo non certo incoraggiante, ma le prestazioni sono andate in crescendo e sono state di livello assoluto nel finale di campionato. L'Europeo 2016, di cui abbiamo già parlato, ci consegna un gallese sempre più maturo sia fisicamente che caratterialmente, oltre ovviamente a qualità tecniche indiscutibili.

 

Forse al Real Madrid riesce a sentirsi una vera superstar solo senza CR7, caricandosi sulle spalle tutto il popolo madridista come in occasione della sua ultima doppietta a San Sebastian contro la Real Sociedad (campo sempre difficile da espugnare).

 

Da un punto di vista prettamente tattico il tridente composto da Bale, Morata e Asensio presenta diversi interrogativi. Vale la pena insistere su Morata come prima punta, ruolo in cui sembra sprecato e spaesato? Asensio riuscirà a confermarsi in questo ruolo per lui nuovo, nonostante il suo passato di trequartista? Quanto durerà la condizione di Bale, da sempre condizionata da infortuni al polpaccio (specie al soleo)?

 

È inutile dire che il paragone con i campionissimi non regge visto che Ronaldo ha una media impossibile con 260 gol in 238 partite con i Galacticos, mentre Benzema ha segnato 111 gol in 214 partite; inoltre i due si conoscono e si intendono a meraviglia come dimostrano le valanghe di assist che si sono scambiati nelle ultime stagioni. La BBC rimane un tridente formidabile e un'assoluta garanzia, ma Morata e Asensio potrebbero trovare spazio soprattutto in campionato per far rifiatare i big; nel frattempo impareranno moltissimo da loro durante gli allenamenti, nell'attesa un giorno di poterne ripercorrere almeno in parte le orme e i record.

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