Osservando attentamente gli animali in genere, si nota che essi mostrano una organizzazione che risponde perfettamente all'ambiente in cui vivono: questo nel suo insieme e gli animali che lo compongono viene detto ecosistema.
Per comprendere meglio questa situazione prenderemo come esempio un piccolo lago, di cui è più facile esaminare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche.
Il primo fattore determinante è costituito dai raggi del sole che colpiscono la superficie dell'acqua permettendo il fenomeno della fotosintesi, e quindi la vita di piante microscopiche e galleggianti come le alghe e le piante che crescono sulle rive di questo lago, le Fanerogame. Tutte queste piante verdi sono «produttori primari», poiché fabbricano la sostanza organica di cui si nutrono i piccoli crostacei e altri animaletti, chiamati per questo «consumatori primari»; essi però sono mangiati da animali più grossi, tra cui i pesci, detti «consumatori secondari», i quali a loro volta vengono mangiati da pesci carnivori, come per esempio i lucci «consumatori terziari». Infine i cadaveri di tutti questi organismi si decompongono in varie sostanze chimiche per opera di altri organismi presenti nel lago, da funghi e batteri, che, per l’azione che svolgono, vengono chiamati «decompositori»: l’insieme di tutti questi organismi, compresi i funghi e i batteri, costituiscono la catena alimentare.
Come si è potuto vedere da questo semplice esempio, nella vita di un lago esiste una serie di relazioni che tuttavia si rivelano comuni a qualunque altro ambiente, anche se con proporzioni e modalità differenti; dunque, una certa quantità di sostanza organica viene prodotta da quegli organismi chiamati «produttori primari»; questa quantità permette la vita di una determinata quantità di «consumatori primari» che, chiaramente, non possono aumentare se non aumenta anche la produzione primaria; ma anche i «consumatori primari» costituiscono una quantità di sostanza minore di quella costituita dai produttori: infatti vi è un diverso rapporto tra la quantità di energia necessaria per trasformare il nutrimento all'interno del corpo dei consumatori e quella necessaria per mantenerli in vita.
Questo discorso si può applicare, come si è detto precedentemente, ad altri ambienti, infatti l'ambiente in cui vive un animale può essere di varia natura: il mare, l'acqua dolce, la terra e persino il corpo di un altro animale o una pianta può costituire un ambiente che necessita però di particolari adattamenti. Molti animali vivono in o su altri organismi e i rapporti di questo tipo vengono detti di simbiosi: possono essere relazioni di vantaggio per entrambi gli ospiti e in tal caso il fenomeno viene detto di simbiosi mutualistica, quando invece si verifica un vantaggio per uno dei due simbionti e nessuno, o irrilevante, danno per l'altro, si parla di commensalismo e, infine, quando vi è vantaggio per uno solo dei simbionti e danno per l'altro si ha il fenomeno del parassitismo.
Un esempio del primo caso è dato da una specie di protozoi che vive in una parte del tubo digerente (rumine) dei ruminanti, questi piccoli organismi prendono nutrimento dai ruminanti quando essi mangiano, ma d'altra parte questi mammiferi non sarebbero in grado di digerire se i minuscoli ciliati (protozoi) non secernessero gli enzimi che l'apparato digerente dei ruminanti non è in grado di liberare. Un altro esempio simile è quello delle termiti: piccoli insetti che si nutrono di legno, molto conosciuti, anch'esse non riuscirebbero ad assimilare la cellulosa del legno se numerosi flagellati non intervenissero, traendone a loro volta beneficio, secernendo particolari enzimi.
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