| A volte, quando in un lago si depositano i detriti e i sedimenti trasportati dai fiumi che vi si immettono, oppure un tratto costiero ha un drenaggio insufficiente delle acque, si forma una palude: questa situazione è sempre sfavorevole all’insediamento umano, sia perché una palude costituisce
l'ambiente adatto alla vita delle zanzare malariche, e quindi favorisce il diffondersi della malattia, sia perché è impossibile praticarvi una qualsiasi forma di coltivazione.
A questi inconvenienti si ovvia con la bonifica delle zone paludose, o comunque delle zone mancanti di uno scarico, denominata bonifica idraulica; un altro tipo di bonifica è volta a rendere coltivabili zone di degradazione montane o collinari. Questi tipi di bonifica comprendono l'eliminazione delle acque stagnanti, il rimboschimento quando è utile e la costruzione di argini e opere di difesa fluviali. Recentemente la bonifica ha assunto un significato più ampio, includendo nella riduzione della terra a coltura, che ha inoltre finalità igieniche, un significato politico e sociale: si procede cioè all'installazione di impianti per la distribuzione dell'energia elettrica, alla creazione di una rete per il trasporto dell'acqua potabile e per l’irrigazione e alla costruzione di strade.
Le bonifiche sono considerate opere pubbliche nella quasi totalità dei casi e vengono effettuate in comprensori che hanno limiti definiti dallo Stato: i proprietari dei fondi inclusi nel comprensorio fanno obbligatoriamente parte del Consorzio di bonifica, che si occupa dell'esecuzione dei lavori. Poiché il costo di tali lavori verrebbe a essere molto elevato, lo Stato partecipa al finanziamento nella misura di un minimo del 75% fino a sostenere la spesa totalmente. La parte eventualmente addebitata ai proprietari viene calcolata in base ai benefici che ricevono dalle opere di bonifica. Quando in un terreno le acque sono in eccesso, si provvede alla bonifica idraulica, che viene effettuata secondo diverse modalità nel caso in cui il terreno in questione sia posto a un livello superiore rispetto a quello dello scarico delle acque, per il prosciugamento si procede a tracciare e scavare dei canali emissari, mentre nel caso contrario l'acqua viene raccolta per mezzo di pompe idrovore in bacini da cui poi defluiscono normalmente, oppure scaricate in un corso d'acqua posto a un livello superiore.
Un altro metodo delle opere di bonifica sono le colmate, effettuate deviando corsi d'acqua che si trovano sopra al terreno interessato, e che lasciano passando detriti e sedimenti terrosi. In questo modo si mira a innalzare il livello del terreno. Questo metodo però necessita dell'intervento dello Stato in molti casi, o almeno di enti che abbiano la possibilità di anticipare i capitali necessari, piuttosto consistenti. Inoltre la realizzazione della bonifica per colmata richiede tempi molto lunghi, ragione per la quale è stata abbandonata.
Altra modalità è quella della fognatura del terreno, con cui si convoglia l’acqua in eccesso per filtrazione in fossi coperti, posti a una profondità tale per cui l'apertura dei fossi per lo scarico nel recipiente di scolo sia a un livello superiore di quest'ultimo. Simile alla fognatura e il drenaggio, che impiega però materiali costosi, tubi di terracotta o di altro materiale poroso, per l'impianto di una rete di collettori secondari che sboccano in un collettore principale e successivamente si raccolgono in un apposito recipiente di smaltimento. |