Internet Italiano. Sezione dedicata alla migrazione degli animali: definizione e studio scientifico dell'evento
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SCIENZA ECOLOGIA Migrazione
Migrazione animale
Molti animali cambiano periodicamente il loro habitat e cioè migrano; le migrazioni sono un fenomeno molto esteso nel regno animale, che sembra avere la sua base in due fenomeni fondamentali: alcuni animali migrano per trovare maggiori possibilità di nutrimento; mentre altri i migrano per trovare condizioni più favorevoli all’accoppiamento o alla riproduzione.

Gli esempi di migrazione più classici ci sono dati dagli uccelli e dai pesci; sebbene non siano infrequenti anche in molti altri animali, come i mammiferi o i crostacei. Tra gli uccelli tutti conoscono le rondini, che vengono a nidificare nei nostri climi a primavera e, non appena in autunno i loro piccoli sono in grado di volare, vanno a svernare in Africa, sulle coste del Mediterraneo. Esistono tuttavia uccelli che compiono viaggi molto più lunghi; per esempio, il piviere americano, è solito nidificare lungo le sponde dell'Oceano glaciale artico e, al sopraggiungere della stagione fredda va a svernare nelle zone calde situate a Sud dell'Equatore. Anche le cicogne, effettuano viaggi di notevole entità: infatti nidificano in Europa centrale, ma quando arriva la cattiva stagione si spostano verso Sud.

Anche tra i pesci si osservano grossi fenomeni migratori. In mare vi sono pesci che effettuano migrazioni verticali, e cioè dalle profondità in superficie e viceversa, e pesci come i tonni che si spostano da un punto all’altro del mare. Le tonnare, che nel sud d'Italia rappresentano una importante risorsa economica, sono appunto appostamenti fissi di reti disposte in un passaggio obbligato dei banchi di tonni in migrazione. Vi sono però molti pesci che visitano periodicamente le acque dolci e da queste passano al mare.

Per questi animali si distinguono due condizioni: pesci talassotochi e pesci potamotochi. I talassotochi sono quelli che si portano per accrescersi nei fiumi e, una volta accresciutisi, ritornano al mare per riprodursi, come, per esempio l'anguilla: si accresce nella acque dolci e, raggiunto un certo grado di maturità, si porta in mare dove raggiunge una completa maturità. In mare avviene la riproduzione, solitamente in Atlantico, nel mare a oriente delle Bermude.
Alcuni zoologi pensano che anche le anguille dei nostri fiumi si rechino là; altri invece, forse più giustamente, sostengono che le anguille del Mediterraneo riproducano in qualche profondità di questo mare.

I pesci potamotochi invece sono quelli, come il salmone, che si accrescono in mare e si riproducono nei fiumi; altri pesci di fiume, come la trota, si accrescono nei fiumi e si portano verso le sorgenti per riprodurre. Possiamo considerare la trota come un pesce potamotoco che però quando scende il fiume per andare al mare non lo raggiunge mai, ma si contenta delle acque del corso del fiume.
Molte sono state le teorie elaborate per spiegare la migrazione: il pesce che risale un fiume è orientato dalle sponde e sembra cercare acque più ricche di ossigeno; in altri però i fenomeni sono oscuri. Non si spiega per esempio come si orientino le cicogne; certamente è impossibile che possano ricordare tutto il viaggio che percorrono. Studi fatti in questi ultimi anni hanno mostrato la possibilità di molti uccelli di orientarsi col Sole; ma, poiché la posizione della Terra rispetto al sole varia durante il giorno, per orientarsi in tale maniera è necessario integrare la conoscenza della posizione del sole con quella dell'ora nella quale lo si osserva, e quindi avere una precisa nozione del tempo.

Questo possono sicuramente fare alcuni uccelli. Nel casi dei piccioni viaggiatori pero si sono in questi ultimi anni raccolti dati che sembrerebbero dimostrare che nell'encefalo di questi animali esiste un meccanismo che registra tutti i cambiamenti di posizione che l'animale ha effettuato, e pertanto sembrerebbe che, almeno questi animali, siano in grado di ritrovare la direzione della loro colombaia grazie a una specie di giroscopio che esiste nel loro encefalo.

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