Internet Italiano. Sezione dedicata al letargo degli animali. Le fasi di sonno prolungato invernale della fauna
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SCIENZA ECOLOGIA Letargo
Letargo animale
Con il termine letargo -sebbene sarebbe più esatto parlare di ibernazione poiché «letargo» è riferito ai soli Mammiferi - si intende quello stato di vita latente nel quale cadono alcuni animali durante i mesi invernali.

In questo stato l’animale, immerso in un sonno profondo, limita al massimo il consumo di energie per sopravvivere durante il periodo dell’anno in cui le condizioni ambientali sono particolarmente difficili. Secondo tale definizione, il fenomeno del letargo esclude, tuttavia, altre forme di vita latente che meriterebbero invece di essere ricordate non fosse altro per la frequenza con cui si possono trovare nei cicli biologici di molte forme viventi, come le «gemmule» di alcuni Poriferi o gli «statoblasti» dei Briozoi.

Il fenomeno dell'ibernazione è, quindi, un fenomeno di «regolazione»: in un periodo di maggiori difficoltà l'organismo degli animali che adottano questo «sistema» ha una reazione che consiste nel porsi in uno stato di morte apparente in attesa che il clima divenga più favorevole ed offra più possibilità di sostentamento.

Quasi tutti gli animali tra cui si osserva l'ibernazione sono eterotermi (gli insetti, gli anfibi e molti molluschi) sono, cioè, animali in cui la temperatura del corpo dipende direttamente dalla temperatura dell'ambiente in cui vivono così come da questa dipende, ovviamente, il consumo di energia: tutto questo avviene in base alla relazione, ormai largamente provata, che esiste tra la temperatura e la velocità delle reazioni biochimiche.

Uno degli esempi caratteristici perché più agevole da controllare in laboratorio è quello della ranache in stato di ibernazione a 0,5°C riesce a consumare 1/50 della quantità di ossigeno che in normali condizioni è necessaria per vivere. Tuttavia gli esempi più frequenti di animali che cadono in letargo si hanno tra i mammiferi: il ghiro, la marmotta, il riccio, alcuni tipi di scoiattoli e numerosi pipistrelli.

In questi animali, proprio perché sono omeotermi, le cause e i meccanismi del letargo sono molto più complessi che non negli eterotermi (come la rana) nei quali un certo adattamento unito semplicemente a un abbassamento della temperatura ambiente, tra novembre e maggio, determinano il letargo.

Infatti, i Mammiferi che durante l'inverno entrano in letargo, nei mesi estivi invece hanno un alto livello energetico e una temperatura interna molto elevata (da 36°C ai 38°C) del tutto indipendente dalla temperatura ambientale; durante l'inverno possono cadere in letargo mantenendo costante la temperatura sui 5-10°C, immersi in un sonno profondo interrotto solo da sporadici e brevissimi periodi di veglia.

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