| La parola ecologia deriva dal greco (oikos significa casa) e potrebbe essere definita come «lo studio del rapporto tra gli esseri viventi e l'ambiente in cui vivono». Questa scienza, valendosi di analisi statistiche, di rilevamenti e dati forniti dalla biologia, dall'etnologia e dalla geografia, cerca di determinare l'influenza che esercitano sugli esseri viventi il clima, le modificazioni atmosferiche e terrestri, i mutamenti dei vari habitat dovuti all’uomo. Dobbiamo ricordare inoltre che l'ecologia
studia non solo gli esseri in comunità, sia della flora che della fauna ma anche la relazione tra un solo organismo e il suo ambiente.
Per ciò si avvale di una disciplina subordinata: l’autoecologia che osserva, ad esempio, come si adatta una specie di pesce alle correnti impetuose del fiume, acquisendo forma piatta e sviluppando organi specifici, come ad esempio ventose per attaccarsi agli interstizi delle rocce.
Ogni individuo, vegetale o animale, è parte integrante di una comunità, che a sua volta rientra nell’ecosistema.
Nell'ecosistema si produce uno stato di equilibrio dinamico, cioè un equilibrio che si regola da solo, dove ogni organismo costituisce l’anello di una catena alimentare. Che cos’è una catena alimentare? Tutti gli esseri viventi si nutrono, però il modo in cui ognuno lo fa dà luogo a una serie ininterrotta di catene a circolo chiuso. I vegetali, in possesso del pigmento chiamato clorofilla, sono capaci di intrappolare l'energia solare e, combinandola con l'anidride carbonica, l'acqua e i sali minerali, in un processo chiamato fotosintesi, possono trasformarla in materia organica.
Il secondo anello lo compongono gli animali erbivori, come il cervo o l'agnello che si nutrono di vegetali che trasformeranno in proteine animali. Questi, a loro volta, sono divorati dagli animali carnivori, come il lupo o la tigre, o rapaci come l'aquila, i quali rielaborano un'altra volta l'alimento. Nei resti degli esseri in decomposizione, agiscono degli organismi microscopici denominati batteri che trasformano la materia organica in inorganica. Si ritorna, così, al punto di partenza, dove la catena si chiude e contemporaneamente si riapre per dare origine a un nuovo ciclo. Le comunità, inoltre, si vanno modificando col passare del tempo fino a raggiungere un equilibrio stabile ad esempio, un gruppo che si stabilisce per primo in un ambiente disabitato viene denominato comunità iniziale; quando poi raggiunge la sua stabilità lo si chiama comunità climax.
Quindi è chiaro che tutte le comunità si trasformano dal tipo iniziale al tipo climax. Esempio di comunità iniziale possono essere i primi vegetali che crebbero nell'isola indomalese di Krakatoa dopo l'eruzione vulcanica devastatrice che nel 1883 spazzò via qualunque traccia di vita dalla superficie dell'isola. I semi trasportati dagli uccelli diedero origine a nuove piante. Un bosco di sequoie, giganteschi alberi tipici dell'ovest degli Stati Uniti, può essere considerato come un esempio caratteristico di una comunità climax, nella quale è ormai molto difficile che si producano dei cambiamenti.
Per terminare, è importante tenere presente che l'uomo appartiene alla natura e, per il fatto stesso che ne è membro, la trasforma, ma allo stesso tempo deve rispettarne le leggi.
Questa riflessione ci aiuterà a capire perché l'ecologia, che ingloba nel sua vasto campo di azione tutte le scienze naturali, acquista tanta importanza come scienza della comunicazione e relazioni tra gli esseri viventi. |