Valorizzare la casa: i vantaggi di una vetrata panoramica

Avere una casa significa essenzialmente giocare con gli spazi a disposizione. Quante volte hai pensato e spostato i mobili, gli oggetti e i quadri per ricevere il massimo comfort abitativo dalla tua casa, renderla più funzionale o semplicemente allargare gli spazi? Sono tantissime le combinazioni e le idee possibili ma in definitiva lo scopo è sempre di valorizzare la tua abitazione. Una soluzione tanto efficace quanto dall'alto impatto visivo è costituita dalle vetrate panoramiche, scorrevoli o a pacchetto. Si tratta di due tipologie di vetrate che mettono in comunicazione l'interno e l'esterno e la vetrata occupa una porzione di muro molto più ampia rispetto ai classici infissi che porta con sè una serie di vantaggi non indifferenti.

Inserire una vetrata panoramica scorrevole o pacchetto nel tuo appartamento risponde sia ad esigenze funzionali ma soprattutto estetiche. Il primo vantaggio riguarda indubbiamente lo spazio perché non bisogna calcolare l'angolo di apertura come invece succede con i classici infissi. Questo significa poter posizionare i mobili o persino un divano sotto la propria finestra.

Il secondo vantaggio su cui c'è molto da dire riguarda la luce proveniente dall'esterno. Installare una vetrata molto più ampia rispetto agli infissi permette il passaggio di tantissima luce naturale dall'alba fino al tramonto. In questo modo si riduce particolarmente il consumo di energia elettrica spesa per l'illuminazione andando a incidere non poco sul consumo in bolletta.

Una luce maggiore risalterà molto gli interni della tua abitazione andando quindi a influire sull'impatto estetico che quella vetrata avrà. Spazi più ampi di veduta conferiscono la percezione di spazi più aperti e quindi più grandi all'interno della stanza rispetto a un classico infisso.

A cosa bisogna stare attenti

Ovviamente, come tutto del resto, anche le vetrate panoramiche e quelle a pacchetto hanno delle controindicazioni che bisogna considerare prima dell'installazione. La prima riguarda l'ubicazione della casa e di conseguenza dove dovrebbe essere installata la vetrata. Prima di impiantare la nuova vetrata decidi bene quale parete vorrai modificare, perché se utilizzi la parete del lato della casa che nei periodi caldi è più esposta al sole allora avrai un problema di eccessivo riscaldamento degli ambienti. A questo punto la vetrata comporterà più svantaggi che altro, dal momento che per mantenere accettabile la temperatura dell'abitazione dovrai spendere molto in condizionamento.

Un altro dubbio frequente riguarda la sicurezza della casa che può essere minata dalla presenza di un solo vetro piuttosto che della parete. Dubbio lecito a cui i diversi produttori di vetrate panoramiche rispondono con particolari tipologie di vetro, più pesanti e più spesse che sono definite antisfondamento. Inoltre esistono molti tipi di sistemi di allarme che si collegano alla vetrata e all'area antistante avvertendoti del pericolo.

Infine un altro dubbio può riguardare il rumore. I vetri però possono assorbire più rumore persino del cemento o di altri infissi. Basta utilizzare una vetrata costituita da due lastre con uno strato di gas interno che funziona sia da soppressore di rumore che a mantenere l'isolamento termico.

Vetrate scorrevoli o a pacchetto

Si tratta di due tipologie diverse di installazione di vetrata panoramica. La prima come suggerisce il nome è una vetrata che scorre su sè stessa, in modo da lasciare aperto solo un lato della stessa. La seconda invece sono un insieme di vetri che si installano appunto 'a pacchetto', quindi sono adatte a ricoprire qualsiasi lunghezza di una parete aggiungendo sempre nuovi pezzi. La vetrata a pacchetto si apre roteando su sè stessa, quindi bisogna calcolare una piccola area di rotazione ma permette un passaggio maggiore di aria ed è anche più facile da pulire.

Pierpaolo Piccioli nella classifica del Time: è lo stilista italiano più influente dell’anno

Pierpaolo Piccioli nella classifica del Time: è lo stilista italiano più influente dell’anno

Il magazine americano Time ha diffuso la classifica annuale dedicata alle 100 persone più influenti al mondo, la cosiddetta Time 100. Ad aver spopolato quest’anno è stato uno dei grandi nomi del mondo della moda, ovvero Pierpaolo Piccioli, lo stilista italiano a capo della direzione creativa di Valentino. Ecco chi sono le altre personalità italiane e straniere che si sono aggiudicate un posto d’eccezione nella lista.

Pierpaolo Piccioli e gli italiani nella classifica del Time

Pierpaolo Piccioli è il direttore creativo di Valentino e di recente ha raggiunto l’ennesimo successo professionale. Oltre a spopolare in passerella con le sue creazioni dall’eleganza senza tempo, di recente è entrato nella classifica dedicata alle persone più influenti dell’ultimo anno stilata dal magazine americano Time, per la precisione nella sezione “Icons”. Al suo fianco, grandi nomi come Lady Gaga, Michelle Obama, Taylor Swift, Spike Lee, tutti considerati delle icone del mondo contemporaneo, mentre tra i rappresentanti del fashion system a trionfare in diverse categorie sono stati la direttrice creativa di Givenchy, Clare Waight Keller, l’imprenditrice e make-up artist Pat McGrath e la fondatrice del sito web Rent The Runway, Jennifer Hyman. L’attrice Frances McDormand, che ha vinto il premio Oscar 2018, ha commentato il successo dello stilista italiano affermando: “Il suo regno presso la maison Valentino è stata una lunga lezione di eleganza. Non sente alcun bisogno di cancellare il passato ma costruisce sulle sue fondamenta e facendolo rende più forte e impavido il brand“. Oltre a Piccioli, nella lista sono entrati anche diversi italiani, dal ministro Matteo Salvini allo chef Massimo Bottura.

Come nasce la classifica Time 100

E’ da 16 anni che il magazine americano Time stila Time 100, la classifica delle 100 persone più influenti al mondo e ogni volta riesce a destare scalpore, visto che rispecchia alla perfezione la realtà contemporanea. E’ nata nel 1998 durante una cena al Kennedy Center di Washington, alla quale partecipavano il giornalista della CBS Dan Rather, la storica Doris Kearns Goodwin, l’ex-Governatore di New York Mario Cuomo, la professoressa della Stanford University Condoleezza Rice, lo scrittore e saggista neocon Irving Kristol ed il caporedattore di TIME Walter Isaacson. La prima è stata stilata nel 1999 ed era dedicata alle persone più influenti del XX secolo, comprendeva anche alcuni italiani, ovvero Enrico Fermi e Lucky Luciano e, dopo aver ottenuto un in incredibile successo, l’iniziativa è stata ripetuta 5 anni dopo, nel 2004. Prevede 5 differenti categorie: Leader e Rivoluzionari, Costruttori e Titani, Artisti e Intrattenitori, Scienziati e Pensatori, Eroi e Icone, per ognuna delle quali vengono selezionate 20 persone influenti, cioè che sono riuscite a cambiare il mondo sia in meglio che in peggio. A scegliere le persone più influenti sono i membri del cosiddetto Summit, di cui fanno parte i vincitori di Time 100, filantropi e leader politici. Fondendo governo, affari, intrattenimento, salute, sport e scienza, più che una classifica può essere considerata una vera e propria analisi della società moderna, capace di mettere in luce i progressi eccezionali che i “magnifici 100” hanno raggiunto per dare vita a un mondo migliore.

Fonte: Pierpaolo Piccioli nella classifica del Time: è lo stilista italiano più influente dell’anno

Come organizzare il proprio ecommerce

L'e-commerce è un grande business. In realtà, le stime attuali suggeriscono che il mercato online varrà più di 4 trilioni di dollari entro il 2020 , rappresentando il 14,6% della spesa totale al dettaglio da quel punto.

Questi sono numeri sbalorditivi, ma affinché la tua organizzazione possa trarre vantaggio dal boom online non puoi solo fare e-commerce, devi farlo bene. Dalla tecnologia iot alla tecnica SEO, sono tanti i metodi di applicazione per un’organizzazione ad hoc.

Nonostante il suo evidente potenziale, molti siti di e-commerce non riescono semplicemente a fornire l'esperienza che i consumatori stanno cercando. Infatti, se si guarda alla ricerca, il tasso medio di abbandono del carrello è compreso tra il 70-86% a seconda del dispositivo utilizzato.

Sono tanti soldi che vengono lasciati sul tavolo. Quindi, come puoi assicurarti che il tuo negozio di e-commerce sia organizzato per il successo?

Organizzare la struttura del sito

È fondamentale che il tuo sito eCommerce abbia una struttura chiara e definita che consenta ai clienti di trovare facilmente ciò che stanno cercando. Il primo passo per raggiungere questo obiettivo è creare una tassonomia. Questo è un chiaro schema di classificazione che ti aiuta a creare una struttura organizzata per il tuo sito.

Garantire che la tassonomia sia strutturata logicamente migliorerà l'usabilità del tuo sito. La creazione di una chiara gerarchia di categorie e sottocategorie mediante l'utilizzo di tag e attributi renderà più semplice la ricerca di contenuti e prodotti da parte degli utenti del tuo sito.

Il segreto per costruire le tassonomie eCommerce e classificarsi primi su google è di mantenerlo semplice. Se vendi un numero limitato di prodotti, non sentire la necessità di dividerli in un milione di diverse categorie e sottocategorie solo per il gusto di farlo. Tuttavia, più prodotti hai, più sottocategorie ti serviranno per rendere la navigazione centrale meno travolgente.

La gerarchia della tassonomia

La chiave è non bombardare i tuoi clienti con troppe scelte. Mantenerlo semplice e ben organizzato e monitorare costantemente la struttura del tuo sito per assicurarti che funzioni. Disegnare una struttura del prodotto può aiutarti a essere consapevole del viaggio del cliente attraverso il tuo sito eCommerce.

Con l'evolversi del tuo sito Web e del tuo business, anche il modo in cui organizzi i prodotti. Quindi controlla regolarmente le tue tassonomie eCommerce.

Devi trovare il giusto equilibrio tra informazioni visive e verbali. È più probabile che i clienti acquistino in risposta alla visualizzazione di immagini piuttosto che al semplice testo. Infatti, il 93% dei consumatori considera l'aspetto visivo come il principale fattore decisivo in una decisione di acquisto.

Anche i video sono importanti. Oggi, sempre più negozi stanno abbracciando video incorporati per mostrare i loro prodotti. Il 73% dei consumatori ha maggiori probabilità di acquistare un prodotto o un servizio se può guardare un video che lo spiega in anticipo. Quindi, se non gli hai ancora dato un colpo, è ora di iniziare ad esplorare come il video può trasformare la tua esperienza di eCommerce.

Arthur Leclerc nel junior team Sauber, il fratello del pilota Ferrari correrà in Formula 4 tedesca

Arthur Leclerc nel junior team Sauber, il fratello del pilota Ferrari correrà in Formula 4 tedesca
in foto: Arthur Leclerc – @Sauber

Giovani piloti crescono e, magari tra qualche anno, ricalcheranno le orme dei loro familiari che li hanno preceduti: mentre gli occhi della Formula 1 sono tutti sul figlio d’arte Mick Schumacher, che potrebbe presto riabbracciare la massima serie del motorsport scendendo in pista nelle prove libere del GP di Germania, nelle serie minori sono diversi i parenti illustri che stanno cercando di costruirsi una carriera importante. Tra di loro c’è senza dubbio Arthur Leclerc, fratello minore del ferrarista Charles, che dopo aver preso parte ai test di Formula E, è appena entrato a far parte del Sauber junior team.

Charles Leclerc e Arthur Leclerc – Foto Instagramin foto: Charles Leclerc e Arthur Leclerc – Foto Instagram

Il giovane Leclerc parteciperà alla Formula 4 tedesca

Il più piccolo dei fratelli Leclerc, infatti, ha aderito al programma della scuderia elvetica e nel 2019 correrà nella Formula 4 tedesca con il team US Racing–CHRS, squadra di Ralf Schumacher e Gerhard Ungar. Il giovane monegasco sarà al volante della vettura di proprietà della Sauber insieme a Alessandro Ghiretti, Theo Pourchaire e Roman Stanek prendendo parte al campionato ADAC F4 e nei turni selezionati del Campionato Italiano F4 sotto lo sguardo attento dei due proprietari che ne sosterranno la crescita con la speranza di vederlo salire di categoria, lo stesso obiettivo che muove anche il giovane fratello d’arte: “Sono entusiasta di far parte del Junior Team Sauber. Si tratta di un programma serio legato a un team di Formula 1. Mio fratello anche faceva parte della Sauber nel 2018  e questa opportunità significa molto per me. La mia macchina sarà completamente diversa e molto più veloce rispetto alla vettura di Formula 4 che ho guidato in Francia e il mio obiettivo è vincere e salire alla categoria successiva sono state le sue parole.

Un’opportunità importante per Arthur Leclerc che, dopo essersi cimentato alla guida della Venturi che prende parte al mondiale di Formula E e aver chiuso al 5° posto il campionato francese di Formula 4, spera adesso di ripercorrere la strada tracciata dal fratello, approdato in Ferrari dopo essersi laureato campione in GP3 prima e in Formula 2 dopo debuttando in Formula 1 proprio con la vettura elvetica brandizzata Alfa Romeo. Il percorso del più giovane dei Leclerc è appena iniziato, ma se il talento è lo stesso mostrato da Charles tra qualche anno potrebbe esserci una nuova coppia in Formula 1 pronta a ricalcare le orme dei fratelli Schumacher che rappresentano, ad oggi, il top nella storia della massima categoria del motorsport.

Fonte: Arthur Leclerc nel junior team Sauber, il fratello del pilota Ferrari correrà in Formula 4 tedesca

Giro di Sicilia, McNutly vince il Trofeo: Musumeci, “grande promozione per il territorio”

Giro di Sicilia, McNutly vince il Trofeo: Musumeci, “grande promozione per il territorio”

Il corridore americano Brandon McNulty (Rally UHC Cycling) ha vinto Il Giro di Sicilia, indossando la Maglia Gialla e Rossa ed innalzando il Trofeo della corsa. Completano il podio Guillaume Martin (Wanty – Gobert Cycling Team) e Fausto Masnada (Androni Giocattoli – Sidermec).

Guillaume Martin (Wanty – Gobert Cycling Team) ha vinto in solitaria la quarta ed ultima tappa da Giardini Naxos all’Etna (Nicolosi) di 128 km. Sul traguardo ha preceduto Fausto Masnada (Androni Giocattoli – Sidermec) e Dayer Quintana (Neri Sottoli Selle Italia KTM).

«L’obiettivo del governo regionale era chiaro: rendere omaggio a uno sport che in Sicilia ha una lunga e solida tradizione, oltre a promuovere il territorio di questa straordinaria Sicilia. Una terra che può puntare sul turismo come settore trainante della crescita economica. Abbiamo raggiunto un’intesa con Rcs, avremo la possibilità di replicare il Giro di Sicilia nei prossimi anni, coinvolgendo naturalmente le province che quest’anno sono rimaste fuori».

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a Nicolosi sull’Etna, a margine della premiazione del vincitore del Giro di Sicilia, l’americano Brandon McNulty.

«Ma l’appuntamento più emozionante – ha proseguito – sarà con il Giro d’Italia, già dal prossimo anno. E’ una soddisfazione aver riportato nell’Isola il Giro in Sicilia, dopo circa quarant’anni, e sono convinto che la gente abbia saputo cogliere questa straordinaria opportunità e uno sforzo, anche finanziario, non marginale da parte della Regione. Ce ne siamo resi conto andando per le strade, con la folla entusiasta, con gli applausi, con l’interesse e quindi appuntamento al prossimo anno».

CLASSIFICA GENERALE
1 – Brandon McNulty (Rally UHC Cycling)
2 – Guillaume Martin (Wanty – Gobert Cycling Team) a 42″
3 – Fausto Masnada (Androni Giocattoli – Sidermec) a 56″

MAGLIE

  • Maglia Rossa e Gialla, leader della classifica generale, sponsorizzata dalla Regione Siciliana – Brandon McNulty (Rally UHC Cycling)
  • Maglia Arancione, leader della classifica a punti, sponsorizzata da NamedSport – Manuel Belletti (Androni Giocattoli – Sidermec)
  • Maglia Verde Pistacchio, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Cantine Cellaro – Fausto Masnada (Androni Giocattoli – Sidermec)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata dall’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo – citiesbreak.com – Brandon McNulty (Rally UHC Cycling)

RISULTATO TAPPA
1 – Guillaume Martin (Wanty – Gobert Cycling Team) – 128 km in 3h37’34”, media 35,299 km/h
2 – Fausto Masnada (Androni Giocattoli – Sidermec) a 10″
3 – Dayer Quintana (Neri Sottoli Selle Italia KTM) a 13″


Il vincitore de Il Giro di Sicilia, Brandon McNulty, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Oggi sapevo come avrei dovuto correre, ho usato le mie qualità di cronoman per difendere la Maglia. Il mio team è stato incredibile, hanno dato tutto per me, è stato una grande prestazione di squadra. Questa è una grande, lunga, epica salita. Adesso è tempo per un po’ di festeggiamenti.

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Fonte: Giro di Sicilia, McNutly vince il Trofeo: Musumeci, “grande promozione per il territorio”

Troppo sale! Meglio gustare che salare

Troppo sale! Meglio gustare che salare

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L’obbiettivo primario sia quando siamo in cucina a preparare sia quando siamo in tavola a consumare è quello di arrivare a gustare di più e a salare di meno, un obbiettivo alla portata di chiunque se si ha a cuore la propria salute e si vuole capire fino in fondo la qualità del cibo, se infatti è bassa e scarsa il contenimento del sale lo dimostrerà chiaramente!!!

Impegnato nell’avvio di un nuovo ristorante per un progetto di cucina del benessere estremamente complesso e ambizioso siamo arrivati alla selezione del pane da utilizzare sia in sala che nelle preparazioni di cucina ove è necessario.

Per varie motivazioni almeno nella fase iniziale non potremo occuparci internamente della produzione del pane perché onestamente è una cosa da fare bene e dove servono spazi di produzione e figure professionali ben precise senza lasciare spazi a improvvisazioni e maldestri prodotti finali.

Nella selezione abbiamo individuato una serie di professionisti produttori di pane autentici e non semplici trasformatori di materie prime già preparate.

Insomma panificatori veri e competenti con cui ci siamo prima confrontati specificando esigenze e richieste e poi selezionato per prova una serie di campioni della loro produzione.

Fino ad arrivare alla fase dell’assaggio con tutte le tipologie diverse possibili facendo attenzione alla scelta delle farine di base con cui erano realizzati, alla cottura eseguita, alla conservazione necessaria nel tempo e alla conseguente velocità di deperimento.

Di tutti questi assaggi mi ha sempre colpito la percentuale di sale presente a mio parere sempre elevata e sproporzionata rispetto all’obbiettivo, che dovrebbe essere primaria, di far esaltare la buona materia prima di base usata in termini di grano e provenienza.

Ora ci sono motivazione tecniche per la quantità di sale da immettere in un impasto in base a diversi parametri e obbiettivi che si vogliono poi ottenere.

Su cui non mi addentro più di tanto non essendo io uno specialista in materia, mi onoro di avere come forte amicizia la migliore conoscitrice di questi aspetti a cui chiederò ancora più informazioni per questi elementi strettamente tecnici.

Fatto sta che non dico nulla di nuovo nell’affermare che è tranquillamente possibile realizzare pane con poco sale e addirittura senza sale se si lavora bene sugli impasti, i mix di farine utilizzate, la tecnica e altri aspetti importanti.

Magari costa un po’ di fatica in più, certamente servono materie prime di più alto livello e qualità, ma si può ottenere eccellente pane anche con poco sale aggiunto.

Dove il sapore delle farine, se buone, si sente al massimo della loro espressione e possiamo accompagnare i nostri piatti in maniera più efficace e appropriata, ma soprattutto portando un consistente vantaggio per la nostra salute.

Il sale è infatti un elemento estremamente sensibile nel dibattito acceso sulla migliore strategia alimentare per minimizzare al minimo l’insorgere di moltissime patologie direttamente o indirettamente legate all’alimentazione.

Sono recenti molti studi, a dire il vero non sempre concordi e unitari, che mettono in risalto l’emergenza sale continua e pesante all’interno della dieta.

In sostanza continuiamo a consumare livelli di sale molto, molto elevati e questo condiziona in maniera determinante tante altre funzioni organiche dell’organismo, probabilmente molte più di quelle che si ritengono oggi coinvolte.

Ma dobbiamo rimarcare anche l’aspetto strettamente organolettico che riguarda l’incidenza del sale all’interno dei piatti di cucina, l’alterazione della capacità di saper gustare fino in fondo il cibo sentendo fino in fondo tutti i suoi sapori.

L’impegno da proporci è quello di arrivare a gustare di più e a salare di meno, un obbiettivo alla portata di chiunque se si tiene sempre presente e si è sempre consapevole dei danni ingenti che l’eccesso di sale può portarci, per la salute e per la piacevolezza finale di gustare nel profondo il cibo.

Con un altro risvolto estremamente importante che riguarda la qualità del cibo, se infatti è bassa e scarsa il contenimento del sale lo dimostrerà chiaramente al di la di tutti i sistemi usati per mascherarlo, facendo finalmente trionfare il cibo che vale e non quello che vende!!!

Fonte: Troppo sale! Meglio gustare che salare

Cicli e ricicli

Cicli e ricicli

di Cristina Penco. Banditi nell’UE dal 2021 gli oggetti in plastica monouso. Ma c’è già chi ha messo a punto alternative ecosostenibili. I casi virtuosi di recupero e riutilizzo del materiale

Al bando la plastica monouso nell’Unione Europea a partire dal 2021. Di recente, all’Europarlamento, è stato siglato un accordo politico per vietare gli oggetti prodotti in questo materiale entro il prossimo biennio.
Quando, cioè, si comincerà a eliminarlo in toto iniziando da bastoncini cotonati, posate, piatti, bicchieri, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini e procedendo poi per gradi.

Quando la plastica uccide
La notizia è arrivata proprio negli stessi giorni in cui, a Cala Romantica, lungo la costa sarda di Porto Cervo, è stato trovato un capodoglio femmina spiaggiato (e con un feto senza vita in grembo).
«Nel suo stomaco sono stati trovati 22 chili di plastica, tra cui reti, lenze, piatti e anche sacchetti dove è ancora possibile leggere il codice a barre. Da subito possiamo interrogarci sui danni che stiamo facendo a questi animali, al mare e a noi stessi», ha spiegato il biologo marino Luca Bittau, in un video pubblicato da SEAME Sardinia che è diventato virale.

Plastica, il 70% dei rifiuti marini
E non è il primo caso in cui la plastica uccide. In altre balene morte spiaggiate nel mondo sono state trovate decine di chili di plastica nello stomaco. Secondo il Wwf, un terzo dei capodogli morti nel Mediterraneo viene ucciso dalla plastica, che è  anche nei molluschi che mangiamo.
Plastiche come piatti, bicchieri, cannucce – ma anche mozziconi di sigarette e bastoncini per palloncini – costituiscono il 70% dei rifiuti marini, una percentuale che nei mari italiani sale al 95,7%, 43% solo nell’Adriatico centro settentrionale.

Spiagge adriatiche plastic free
Proprio lungo le spiagge orientali della Penisola si sta assistendo a una stretta di vite anche sulla scia della nuova direttiva dell’Unione Europea. A Rimini, dal 15 aprile 2019, con l’ordinanza sulla balneazione entra in vigore il divieto di utilizzare contenitori monouso di plastica e di fumare su 15 chilometri della costa romagnola. Dopo un iniziale periodo di tolleranza sarà prevista per i trasgressori una multa fino a 50 euro.
Sempre in Romagna, dal 2016, i pescatori hanno a disposizione cassonetti per lo smaltimento gratuito di rifiuti di plastica accidentalmente pescati in mare e a breve ci saranno quattro imbarcazioni della marineria locale per attività di fishing for litter, la pesca dei rifiuti. Dalla stessa marineria locale è arrivato il semaforo rosso per le cassette di polistirolo per il pescato.

Un progetto pilota per salvare il Po

Un’imbarcazione nata dal progetto pilota il Po d’AMare per il recupero della plastica nel Po.

Ma non solo. Nel 2018, alle Isole Tremiti, un’ordinanza sindacale ha bandito tutte le stoviglie in plastica monouso in spiaggia, prevedendo sanzioni per i trasgressori da 50 a 500 euro.
In tempi recenti, in appena quattro mesi, oltre tre quintali di rifiuti fatti dello stesso materiale sono stati intercettati nel fiume Po prima che arrivassero alla foce, bloccati da barriere galleggianti ad hoc. Tali misure rientravano nell’ambito del progetto pilota Il Po d’AMare, predisposto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dai Consorzi Corepla (per la raccolta degli imballaggi in plastica e il recupero di quest’ultima) e Castalia (raccolta di rifiuti galleggianti). Lo scopo dell’iniziativa era appunto agevolare il recycling e limitare l’inquinamento.

Siamo primi in Europa per recupero dei rifiuti

Si terrà a Roma il convegno di Corepla con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Stando a quanto segnala il citato consorzio Corepla, solo il 60% della plastica raccolta viene effettivamente riciclata, mentre il resto, che non può essere ri-lavorato per ottenere nuovi oggetti, nuovi contenitori o nuovi imballaggi, viene smaltito nei termovalorizzatori o nei cementifici, quando non resta in discarica.

Tuttavia, nel complesso – come abbiamo già visto in un precedente articolo sull’economia circolare – viviamo in un Paese molto attivo nel campo del riciclo. A livello europeo, insieme ai tedeschi siamo i primi per recupero dei rifiuti, arrivato al 79% della raccolta complessiva.
«Merito della nostra tradizione di Paese povero di risorse», ha spiegato l’ambientalista Ermete Realacci. «Da noi da secoli si riciclano gli stracci per fare carta o i rottami per fare oggetti in ferro».

RiciCreo, un’associazione di Ferla per il riuso
Ne sa qualcosa l’associazione RiciCreo di Ferla, in provincia di Siracusa, fondata nel 2014 da Angela Bellofiore e Maria Giuseppa “Pina” Garro, (foto a destra) mosse dalla loro passione per l’ambiente e per il riuso.
«I miei figli hanno un’azienda agro-biologica olivicola dove recuperiamo vari scarti che l’impresa produce», ci racconta la signora Pina Garro. Qualche esempio? «Riutilizziamo la plastica degli imballaggi per riempire i manichini che ci servono per le nostre esposizioni».

Solidarietà. Il loro laboratorio, infatti, realizza abiti con vari materiali di scarto organizzando allestimenti e passerelle a Ferla e nei comuni limitrofi. L‘associazione persegue anche scopi di solidarietà: è successo, per esempio, in occasione di una sfilata a cui hanno partecipato alcune “farfalle” di Sensazioni rosa, gruppo di donne colpite dal tumore.

Idee di valore ecologico e sociale

Ferla. Una sfilata di abiti prodotti da RiCreo con materiali di recupero.

Idee semplici, ma di impatto e di valore ecologico e sociale, quelle di RiciCreo, che attirano un interesse crescente anche da parte della collettività.
Aggiunge la signora Garro: «All’inizio, quando andavamo in giro a prendere i rifiuti, ci chiamavano, in tono scherzoso, “le signore della spazzatura”. Ora ce li donano i nostri concittadini e ce li portano direttamente a casa».

Nuovi progetti
Numerose le iniziative in cantiere fino a fine anno: «Tra i vari progetti che stiamo portando avanti, ne stiamo preparando uno legato al film espanso. In autunno, inoltre, collaboreremo con l’associazione Angolo, durante la settimana di riabilitazione dei pazienti oncologici», conclude la Garro.

Crusca e alghe al posto del PET
Tornando alla messa al bando di plastica monouso a partire dal 2021, in commercio esistono piatti, bicchieri e stoviglie compostabili. Oggetti che, sempre secondo le norme europee, vanno gettati insieme ai rifiuti organici e che poi si disintegrano nell’arco di un trimestre, trasformandosi in concime compost. Il materiale da cui sono formati è il Mater-bi, la bioplastica brevettata dall’italiana Novamont e utilizzata anche per i sacchetti riciclabili per il rifiuto umido e l’ortofrutta, ricavata da componenti vegetali (cellulosa, glicerina e amidi).

Stoviglie biodegradabili

Piatti di crusca di frumento.

Ma sono diverse le alternative ecosostenibili che vengono già proposte da alcune aziende. Altro esempio sono piatti, stoviglie e posate commestibili a base di crusca di frumento.
Arrivano da una realtà polacca, la Biotrem che, da una tonnellata di residui ottenuti dalla macinazione del cereale, arriva a ricavare fino 10 mila pezzi di stoviglie biodegradabili in soli 30 giorni (tanto per intenderci, la carta impiega sei mesi per essere smaltita, la plastica dai cento ai mille anni).

Avremo piatti commestibili, insieme alle pietanze
Attualmente, ogni anno, vengono prodotti circa 15 milioni di pezzi di piatti monouso biodegradabili in un moderno impianto di produzione a Zambrow, in una regione ecologicamente pulita, tradizionalmente agricola, caratterizzata dalla disponibilità di materie prime di alta qualità. I piatti, che possono essere utilizzati anche per pietanze calde e possono essere inseriti nel forno tradizionale o nel microonde, sono commestibili (anche se, contenendo grano, non possono essere usati da celiaci o intolleranti al glutine; in alternativa, si possono utilizzare recipienti, bicchieri e posate di altri ingredienti sempre biodegradabili, ma gluten free).

E per finire, bicchieri ricavati dalle alghe marine

Ooho, la sfera di sostanze naturali che si mangia.

L’indonesiana Evoware ha messo a punto un materiale alternativo ricavato dalle alghe marine per bicchieri e contenitori per il gelato, che possono essere mangiati e sono disponibili in diversi gusti.

Una sfera trasparente
La startup britannica Skipping Rocks Lab ha invece presentato Ooho, una sfera dalla consistenza in gel e trasparente per sostituire le bottiglie in Pet, che servono non solo per il trasporto dell’acqua, ma anche per altri liquidi e cosmetici.
Il prodotto è realizzato con sostanze naturali e alghe marine: la sua membrana può essere gettata (si degrada entro due mesi) o, ancora, può essere messa in bocca, masticata, inghiottita e digerita. Più eco-green di così!

Fonte: Cicli e ricicli

LemonPrint: tutto per la stampa digitale

Quando si necessita di stampare un prodotto a fini commerciali, sia esso un libro, un biglietto da visita, una cartolina ecc…, è essenziale rivolgersi ad aziende serie e professionali. Tuttavia nel mondo del web è possibile trovare numerose proposte che creano difficoltà nell'utente.

Per questa ragione LemonPrint offre un servizio di stampa digitale semplice e intuitivo in grado di soddisfare tutte le esigenze. L'azienda, infatti, offre un servizio interamente digitalizzato che permette in pochi click di mandare in stampa ciò che si desidera ottenendolo direttamente a casa propria.

LemonPrint: di cosa si tratta?

LemonPrint è una piattaforma online che permette di stampare biglietti da visita, cartoline, dépliant ecc… in modo facile e veloce.

La qualità dei materiali utilizzati, l'assenza di vincoli nei formati o colori, la possibilità di scegliere tra numerose tecnologie di stampa e l'assistenza online dello staff, rendono LemonPrint un'azienda leader nei servizi di stampa digitale.

Accedendo al sito, chiunque può stampare ciò che desidera in totale libertà, dando spazio alla propria creatività. Grazie all'innovativo sistema che permette di riconoscere il file, l'azienda ha la possibilità di soddisfare ogni esigenza di tipo grafico permettendo ai clienti di scegliere il formato che più preferiscono senza doversi riferire a quelli standard.

Infatti, è sufficiente caricare il file che si desidera stampare, procedere con la verifica e le opportune modifiche, scegliere il numero di copie e il lavoro è fatto.

Tecnologie innovative e servizi di qualità

Una delle caratteristiche che rendono LemonPrint il partner perfetto per la stampa digitale è l'impiego di tecnologie innovative e all'avanguardia che migliorano le prestazioni e la qualità del risultato finale.

Grazie all'intelligenza artificiale Frizz, che permette di riconoscere qualunque file e formato, è sufficiente caricare ciò che si desidera stampare (purché siano salvati in formato Pdf, Jpeg o Tiff ) dalle cartelle o direttamente dal desktop nell'apposito campo. Per ogni tipologia di prodotto è possibile caricare un massimo di due file (entrambi salvati in uno dei formati sopra citati). Per le immagini vettoriali o le fotografie che si desidera stampare, LemonPrint consiglia di utilizzare prodotti con risoluzione mai minore di 150 dpi, di grandi dimensioni e di alta qualità.

A ciò si aggiunge una funzionale tecnologia che permette al sistema di riconoscere il file, segnalare eventuali errori o procedere direttamente senza interruzioni. In questo modo il cliente potrà immediatamente apportare le dovute modifiche senza tempi di attesa e in modo facile e veloce.

Non solo, il sistema di monitoraggio costante e automatico, che consente di tracciare ogni fase (dal caricamento alla stampa) permette a tutti gli utenti LemonPrint di vivere un esperienza appagante e positiva.

Infine, tra i servizi più apprezzati dai consumatori, l'azienda offre anche un sistema di gestione dei preventivi innovativa. Accedendo al sito, ogni clienti potrà salvare il preventivo che più preferisce e utilizzarlo immediatamente o in occasioni successive in base alle necessità.

Charles Leclerc non ha vinto in Bahrain, ma adesso è il nuovo eroe della Ferrari

Charles Leclerc non ha vinto in Bahrain, ma adesso è il nuovo eroe della Ferrari

Il Gran Premio del Bahrain del 2019 fa già parte della storia della Formula 1. A Sakhir Charles Leclerc ha conquistato la prima pole della sua carriera, ha condotto meravigliosamente la gara, ma quando mancavano una quindicina di giri alla fine la sua vettura ha iniziato a rallentare, lui subito ha capito che la vittoria, la prima della carriera, sarebbe svanita. Così è stato. Hamilton lo ha raggiunto e superato, la stessa cosa l’ha fatta Bottas. Il monegasco è salito per la prima volta sul podio, alla seconda gara con la Ferrari. Un terzo posto beffardo, ma che ha anche dei lati positivi.

Leclerc, Hamilton e Indiana Jones

Quando è finita la gara Lewis è andato subito dal giovane pilota della Ferrari, ha provato a consolarlo. Nel retro podio Leclerc con sguardo e testa bassa si è presentato al cospetto dei due piloti della Mercedes. Hamilton seduto su un tavolinetto lo ha guardato con fare paterno, gli ha fatto i complimenti, gli ha detto che diventerà un grandissimo pilota e che l’appuntamento con la vittoria è solo rimandato. Leclerc ha incassato abbozzando un sorriso.

Quella scena me ne ha riportato alla mente un’altra. Torniamo indietro di trent’anni, non in pista ma sugli schermi. Indiana Jones e l’Ultima Crociata inizia con un Indy bambino che va alla ricerca della ‘croce di Coronado’, la recupera, ma poi è costretto a restituirla. L’uomo che gliela prende gli dice: “Oggi hai perso ragazzo, ma non significa che debba piacerti”. In Bahrain è accaduto qualcosa di molto simile. Indiana Jones poi, quando è diventato grande, quella croce se la riprende.

Charles il predestinato e la gara numero 1000

Essere bollato come predestinato raramente è un bene. Hamilton e Vettel lo erano, lo era pure Roger Federer, che domenica scorsa ha vinto il 101° torneo in carriera. Ma nella storia di tutti gli sport ci sono tanti brutti anatroccoli e tanti predestinati che poi non hanno una carriera luminosa. Quest’etichetta, che piace tanto ai media, è stata da molto tempo affibbiata a Leclerc. Il motivo è semplice: ha vinto tutto quello che poteva vincere nelle categorie minori, e lo ha fatto da giovanissimo.

Alla Ferrari è stato accolto con affetto da tutti, anche se ha tolto il posto al mito Kimi Raikkonen, ma dopo il Gran Premio del Bahrain quell’affetto è diventato già amore forte. Perché tutti, anche quelli che non hanno il sangue rosso Ferrari, hanno provato una forte empatia con Leclerc. Quante volte nella vita ci è capitato di arrivare vicinissimi all’obiettivo sognato e sul più bello, puff, fine, sogno svanito. Di colpo il ‘predestinato’ Leclerc è diventato quasi un amico per cui fare il tifo. E il cuore ‘rosso’ ha ripreso a battere forte, come d’acchito successe con Gilles Villeneuve, fenomeno del volante con accento francese. E adesso chissà magari il destino restituirà tutto, e con gli interessi, a Leclerc a Shanghai dove si correrà la 1000esima gara nella storia della Formula 1.

Fonte: Charles Leclerc non ha vinto in Bahrain, ma adesso è il nuovo eroe della Ferrari

Biscotti savoiardi: la ricetta per farli friabili

Biscotti savoiardi: la ricetta per farli friabili

Facile 30min Per 4 persone

ingredienti

  • Per 40 savoiardi
  • Farina 00 180g • 600 kcal
  • Zucchero semolato 150g
  • Uova 4 • 600 kcal
  • Vanillina 1 bustina • 750 kcal
  • Sale un pizzico • 750 kcal

Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto

I biscotti savoiardi sono dei dolcetti leggeri, tipici della tradizione piemontese, a base di sola farina e uova, molto facili da preparare. Friabili e poco calorici, i savoiardi sono ottimi per una colazione nutriente e perfetti per preparare  un goloso tiramisù. Il nome savoiardi deriva dall’antica Savoia e sembra che la ricetta risalga al XV secolo! Se avete poca esperienza in pasticceria non scoraggiatevi, preparare i biscotti savoiardi è davvero semplicissimo: seguite la ricetta per farli senza errori!

Come preparare i biscotti savoiardi

Separate tuorli e albumi in due ciotole diverse. Unite un pizzico di sale e due terzi dello zucchero agli albumi (1). Montate a neve ben ferma con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto spumoso e tenetelo da parte (2). In una seconda terrina unite il restante zucchero e montate fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso (3).

Incorporate poco alla volta gli albumi montati ai tuorli, incorporando i due composti con movimenti dal basso verso l’alto cos’ che la meringa non si smonti (4). Setacciate la farina e la vanillina e unitele poco alla volta nel composto umido sempre mescolando con movimenti dal basso verso l’alto (5): dovrete ottenere un composto morbido, omogeneo e senza grumi (6).

Trasferite la crema in una sac à poche (7), prendete una teglia e ricopritela con un foglio di carta forno. Formate dei salsicciotti cercando di dargli la classica forma dei savoiardi (8). Spolverate la superficie con lo zucchero a velo oppure con dello zucchero semolato e infornate per 15 minuti a 180 gradi in forno preriscaldato. Una volta pronti, lasciate raffreddare i vostri biscotti savoiardi prima di servire (9).

Consigli

Potete sostituire un terzo della farina con della fecola di patate.

Se il vostro impasto dovesse risultare troppo liquido aggiungete un altro pò di farina.

Distanziate bene i savoiardi l’uno dall’altro sulla teglia così da evitare che si attacchino tra di loro: l’impasto infatti tenderà a gonfiarsi durante la cottura.

Se durante la cottura i savoiardi dovessero gonfiarsi troppo, abbassate la temperatura del forno.

Potete aggiungere un cucchiaino di cacao in polvere all’impasto: otterrete dei golosi savoiardi al cioccolato, perfetti per un buon tiramisù fatto in casa!

Fonte: Biscotti savoiardi: la ricetta per farli friabili

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