Internet Italiano. Sezione dedicata alla storia della musica contemporanea e moderna con la musica dal romanticismo all'illuminismo
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MUSICA GENERI MUSICALI La musica dal romanticismo all'illuminismo
Cultura, musica e società nel Settecento

Secolo XVIII epoca di grandi trasformazioni sociali e culturali. Classe borghese imprenditoriale avanza. Rivoluzione francese. Mito del “buon selvaggio”. Maggiori divulgatori delle trasformazioni di coscienza furono i philosophes .

La Germania intorno agli anni Sessanta assume un ruolo non secondario di sollecitazione e di stimolo quando da ambienti letterari e anche studenteschi nasce la violenta ribellione ideologica del movimento dello Sturm und Drang.

Nuove idee assumevano il carattere di una spregiudicata moda salottiera.

Musica ancora legata agli ambienti aristocratici che la finanziano.

Genere musicale dominante è quello del melodramma .

Teatro di corte cauto ad accettare novità.

Peso finanziario maggiore costituito dai cantanti diventati la maggior attrazione per il pubblico medio. Voce di soprano preferita. Castrati divennero prediletti del pubblici à belcantismo (mito di Farinello).

Moda di musiche facili per dilettanti e principianti toccò anche la borghesia ricca e alimentò un mercato editoriale assai cospicuo. Diffondersi delle sale da concerto.
Teatro d'opera in Europa

Modello dell'opera italiana già alla fine del Seicento imposto in tutta Europa.

Fuori dall'Italia Vienna era la capitale di maggiore prestigio.

Eccezione Parigi, unica capitale europea che fosse riuscita a creare un teatro proprio molto vitale. Cosiddetta “opera seria” era il melodramma di genere più nobile. Amore rappresenta la forza motrice di tutti gli eventi e il dovere morale era una forza altrettanto importante.

Racconto della vicenda era affidato al recitativo secco o accompagnato. Intorno al 1730 la grande maggioranza delle arie operistiche italiane erano orami arie col da capo, a testimoniare anche il favore di cui questa forma godeva sia presso i cantanti sia presso il pubblico.

Movimento di riforma del teatro musicale ebbe uno dei suoi punti di forza iniziali in Apostolo Zeno (1668-1750) il quale dopo che fu nominato poeta cesareo presso la corte viennese lanciò buone idee che avrebbero dovuto ridurre gli abusi e ridare una maggiore dignità artistica allo spettacolo operistico. Ha in mente la dignità della tragedia antica. Promuove la collocazione dell'aria alla fine dell'episodio narrato, cioè dopo i dialoghi in stile recitativo per far sì che il cantante ricevuta la sua dose di applausi uscisse di scena e permettesse il cambio dei personaggi. Libretti più noti musicati da Alessandro e Domenico Scarlatti.

Riforma acquista fisionomia grazie al suo successore, Pietro Metastasio (1698-1782), il più grande librettista del Settecento. Scrisse solo 27 libretti ma su di essi si composero circa 900 opere. Riforma: riduzione del numero delle arie, diminuzione dei cambiamenti di scena. Quasi tutti i musicisti del Settecento musicarono i libretti di Metastasio.

Successo dell'opera seria napoletana dopo successo della metastasiana Didone musicata da Vinci (successo da 1740 a 1770).

Era intanto esplosa sempre da Napoli la moda dell'opera buffa o opera comica. Nel corso del secolo precedente e nei primi venti anni del Settecento gli esempi di commedie musicali esistevano nel repertorio operistico ma erano rari.

Si era affermata anche un'altra consuetudine: quella dell'intermezzo breve da recitare fra un atto e l'altro di un dramma serio in prosa o in musica. Da questo genere di spettacolo (a cui appartengono capolavori famosissimi come La serva padrona del 1732 di Pergolesi) si svilupparono più tardi la farsa e la burletta.

Personaggi dell'intermezzo e dell'opera buffa più caratterizzati rispetto all'opera seria. Grande diffusione usanza di concludere atti dell'opera con battute più serrate: nome di finale.

Primi esempi sono di Pergolesi. L'opera comica arriva verso la fine degli anni Trenta a Roma.

Verso gli anni Sessanta il teatro francese stava coltivando un genere particolarmente fortunato: commedia larmoyante (commedia lacrimevole) basata sul personaggio della fanciulla innocente ingiustamente perseguitata da pregiudizi sociali...Tradizione di musicisti napoletani si inserisce in questa tradizione à Cecchina, ossia La buona figliola (1766) con libretto di Goldoni e musica di Piccinni e qualche anno dopo con Nina o sia La pazza per amore di Paisello che scrive poi Il barbiere di Siviglia ovvero La precauzione inutile.

Destino più singolare l'ebbe La serva padrona di Pergolesi che scatenò la querelles des buffons che vide i difensori tradizione opera francese opposti ai philosophes che vedevano nell'opera italiana rinnovamento. Si protrasse fino all'arrivo di Gluck a Parigi nel 1773 con la sua riforma dell'antica tragedie lyrique e trionfale accoglienza della sua Iphigenie.

Gluck (1714-1787) à passò gli anni della giovinezza a Praga e Vienna.Notato da un nobiluomo, Melzi che lo ingaggiò per la sua orchestra privata. Arriva poi nella Milano di Giovanni Battista Sammartini e qui ebbe il suo debutto teatrale alla Scala con Antaserse . Per una decina d'anni viaggi continuamente. Diventa nel 1752 Kapellmeister a Vienna. Arrivano alcune compagnie di opera comique e lui ha l'incarico di modificarle. Nasce così nel 1761 il Don Juan. Autore dell'intreccio Ranieri de' Calzabigi. Poi Orfeo ed Euridice (sempre grazie appoggio di Durazzo).

Quando Maria Antonietta si mostrò interessata a esportare a Parigi l'esperienza gluckiana nacque Iphigenie en Aulide su testo di Racine ridotto a funzioni librettistiche da DU Roullet. Nel '79 nasce “Iphigenie en Tauride” che avevano come oggetto di riforma la tradizione Lully-Rameu. Vogliono rispondere con Piccinni e di contrapporre sue tragedie liriche. Ma dopo l'arrivo di Gluck le scene francesi videro il rapido declino della loro ormai anacronistica tradizione aulica.
La musica strumentale e le origini dello stile classico

Iniziando a comparire i primi sintomi di un mutamento di sensibilità che avrebbe condotto la musica strumentale europea verso soluzioni formali nuove.
Tre importanti fenomeni stilistici:

1) accentuata propensione a semplificare le strutture classiche del contrappunto (decade la pratica del basso continuo)

2) Semplificazione del tessuto contrappuntistico. Al posto del motivo tende a comparire una frase in sé completa e a volte conclusa da un movimento cadenzale.

3) Importante è la funzione tematica.

Sonata solistica per strumento a tastiera è una delle forme musicali in cui questi aspetti cominciano a emergere con maggiore evidenza.
Le più di 500 sonate di Domenico Scarlatti (1685-1757) sono forse tra i primi e più singolari esempi di questo fortunatissimo genere musicale, ma sono anche la testimonianza di una ricerca appartata e solitaria.
Fra gli anni Cinquanta e Sessantastile galante: successione allegro, adagio, allegro. Stesura semplificata. Critiche da ambiente tedesco da cui viene la proposta di un Empfindasamer Stil che trova i suoi esempi più tipi nelle sonate di Carl Philipp Emanuel Bach, scritte per il clavicembalo e soprattutto per il clavicordo. Nel nuovo stile esiste una melodia dominante dei violini.
Intorno al 1730 l’orchestra era fondamentalmente composta di archi, più 3 oboi, 2 corni e talvolta 2 fagotti.
Per tornare ora alle origini di questo stile si può dire che le prime sinfonie da concerto distinte sia da quelle d’opera sia dai concerti solistici compaiono a Milano negli anni Trenta nell’ambiente allora dominato dalla figura di Giovanni Battista Sammartini: sinfonie in tre tempi...
I generi che negli ultimi decenni emergeranno saranno il quartetto per archi (2 violini, viola e violoncello) e la sonata per pianoforte e violino (o violoncello).
Vienna centro attivo degli scambi.
Importanza del concetto musicale di TEMA. Il tema classico non sempre è pura e semplice melodie ma è talvolta un’entità globale in cui elementi melodici, ritmici, armonici, di timbro...convivono insieme fino a creare un’unità individuale...

Il classicismo viennese: Joseph Haydn e Wolfang Amadeus Mozart

Haydn (1732-1809) : si stabilì nella capitale solo in tarda età negli anni Novanta dopo aver passato tutta la prima parte della sua vita in provincia. Negli ultimi anni 50 troviamo H. al servizio di famiglie nobili. Le composizioni di questo periodo riflettono abbastanza fedelmente le tendenze di quegli anni nei due settori della musica sacra e della musica strumentale.

Al servizio di Miklos Antal Esterhazy per vent'anni in un castello esagerato. La sessantina di sinfonie che egli compose in questi vent'anni per il servizio principesco rappresenta il documento forse più significativo delle facoltà inventive del compositore. Opere che diventano famose: Merkur, La passione, Sinfonia degli adii, Maria Theresia, Il Maestro di scuola, Laudon...Anche nel campo del quartetto. Fino ai sei quartetti opera 20 del 1772 Haydn non adotta il termine moderno ma la più arcaica dizione di divertimento.

Dà un'attenzione particolare al pianoforte: sonate opera 13 e 14 in cui la tecnica pianistica comincia ad acquistare un propria individualità. Opere sacre: Grosse Orgelmesse e la Cacilienmesse. Liberalità nel concedere spazio a un gusto moderno impregnato di vena melodrammatica. In Italia queste due tendenze contrapposte erano rappresentate dalla scuola bolognese e da quella napoletana.

Una messa di questo tipo viene definita come messa-cantata. Il coro interveniva in forme omoritmiche o anche in forme fugate e questo era il punto di legame con l'antico stile severo.

Fra le molte opere da lui composte (quasi tutte opere comiche) “La cantarina”, “Lo speziale” “L'infedeltà delusa”, “Il mondo della luna” sono altrettanti esempi di questa versione nobile della tradizione buffa italiana.

Lucrose commissioni.

Quando nel 1790 muore il suo grande mecenate egli si trova libero di se stesso e si trasferisce a Vienna. Compone per la società concertistica di Salomon le sue ultime 12 sinfonie. Agli anni Novanta risalgono anche le ultime 4 Sonate per pianoforte con cui si conclude un'avventura stilistica durata mezzo secolo.

Compone degli oratori: Die Schopfung ( la Creazione , 1798) e Die Jahrzeiten (Le stagioni, 1801).

Mozart (1756-1791): sfruttato molto dal padre per grande talento. Lunghi viaggi che sicuramente influirono sulla salute cagionevole. Dal 1769 al 1771 rimane con il padre in Italia: due esecuzioni milanesi del Mitridate nel 1770 e dell'Ascanio in Alba . Morte dell'arcivescovo di Salisburgo gli toglie molti favori e il nuovo vescovo Colloredo non è così permissivo. Padre e figlio nel 1773 possono anche allontanarsi da Salisburgo (tra il 1773-1774 piena maturità artistica). Le opere del 1773 portano numeri di catalogo che si aggirano tra il k160 e il k 180 (K sta per Kochel come editore).

Fra autunno 1773 e primavera 1774 compone a Salisburgo cinque sinfonie, poi tra il 1774 e il 1775 altre cinque sonate. Uso del pianoforte non è più intercambiabile con quello del clavicembalo.

Tre concerti per pianoforte e orchestra composti tra il 1776 e il 1777 à modello di dialogo tra il pianoforte e l'orchestra.

Nel 1777 incidente serio con Colloredo e Mozart si licenzia e con la madre parte per un viaggio che muore a Parigi. Ritorna a Salisburgo accettando un altro incarico di Colloredo nel 1779. Si allontana definitivamente nel 1781 ma quel periodo è molto creativo. Composizione dell' Idomeneo in scena nel 1781. Ciò che colpisce è densità di linguaggio e la capacità di sbalzare con precisione il profilo psicologico dei personaggi. Si reca a Vienna con Colloredo dopo la morte di Maria Teresa nel 1781. Dal 1781 è libero e produzione riflette cambiamento di status: diminuiscono produzioni di musica sacra. Incontra Haydn, Lorenzo da Ponte. Nel 1785 entra nella Massoneria. Amicizie favorite anche dal successo del Ratto del Serraglio che avvenne nel 1782: storia di Belmonte e Costanza rapita dal Pascià ha un fondo autobiografico (Mozart rapisce Costanze Weber per sposarla).

Quattro anni dopo (1786) furono rappresentate Le nozze di Figaro su libretto di Da Ponte tratto dalla commedia di Beaumarchais. Non accettata perché gusto medio era più per l'opera buffa all'italiana. Successo a Praga.

Don Giovanni: sempre con collaborazione di Da Ponte (eseguita a Venezia nel 1787).

Negli ultimi 5 anni della sua vita Mozart vide gradualmente declinare gli entusiasmi.

Le ultime tre sinfonie tutte scritte nel 1788 ebbero fortuna così duratura da non uscire mai dal repertorio neppure nel secolo successivo: Sinfonia in do maggiore k 551...

Viaggi ancora e intanto compone per il teatro di corte “Così fan tutte”, “Il flauto magico” per il popolare teatro viennese Auf den Wieden e “La clemenza di Tito” per Praga. I tre ultimi lavori teatrali appartengono a tre generi diversi: il primo è un'opera comica, il secondo è un'opera seria, il terzo è un Singspiel.

FLAUTO MAGICO: favola che poteva soddisfare gusti popolari e intellettuali. Vicenda ambientata in una fantastico antico Egitto narra le vicende del principe Tamino che dopo aver superato una serie di prove di eroismo e di virtù diventa degno di essere ammesso insieme all'amata Pamina nel regno di Sarastro. Nelle sue prove è accompagnato dall'uccellatore Papageno che riesce anch'egli a guadagnarsi la possibilità di ottenere in moglie la bella Papagena.
Dalla rivoluzione alla restaurazione: Beethoven

Tutta giovinezza di B. svolta sotto il segno della Rivoluzione francese.

Immigrati in quel tempo a Parigi: Luigi Cherubini, Gaspare Spuntini…

Centri più importanti nella produzione di modelli musicali nuovi senza dubbio Parigi e Vienna. Unica eccezione Inghilterra ai tempi di Muzio Clementi . Egli aveva sviluppato una tecnica di note doppie che sfruttavano le possibilità del nuovo strumento. Clementi fondò anche una casa editrice. Il suo Gradus ad Parnassum una raccolta di esercizi di tecnica pianistica è rimasta nella tradizione didattica fino ai nostri giorni.

A Bonn nacque Beethoven (1770-1827) . Famiglia va in miseria. Responsabilità educazione musicale a Neefe. Ideali politici erano quelli di una sorta di speranza utopica o di fedeltà ideale nei confronti del regnate buono che sostituisce il tiranno cioè colui che riesce a trasformare la convivenza collettiva nel regno della libertà individuale e della legge morale. Funzione morale che egli affidava alla sua attività di musicista à musicista-vate

Nel 1792 si trasferisce a Vienna da cui non si muove più se non per viaggi occasionali.

Nei primi anni una buona parte delle sue entrate era dovuta ai concerti. Infermità all'udito lo costringe a rinunciare ai concerti. Amore per l'umanità lo toglie dal suicidio, attaccamento morboso per nipote.

Il processo creativo del musicista potrebbe dividersi in te periodi:

•  Primo periodo fino al 1800 che comprende le opere giovanili ancora legate ai modelli settecenteschi. Prime 11 delle 32 sonate per pianoforte, i sei quartetti dell'opera 18, la Prima Sinfonia , i primi tre Concerti per pianoforte ed orchestra, le prime quattro Sonate per violino e pianoforte. Suonata per pianoforte in do minore op. 13 (Patetica)

•  Secondo periodo che comprende tutte le opere della maturità. Sinfonie fino alla Sesta, sonate fino all'opera 81, sei Quartetti, le musiche di scena per l'Egmont e Coriolano, altri due concerti per pianoforte, quello per violino e Fidelio. Carattere vittorioso della Quinta sinfonia. Anche Fidelio come la Quinta sinfonia si conclude con un gesto liberatorio. (1808-1815): Settima Sinfonia, Ottava... Sintomi di un'evoluzione. Nostalgia

Terzo periodo (ultimi 11 anni) a cui appartengono gli ultimi sei quartetti, le ultime cinque sonate, la Nona Sinfonia , la Missa Solemnis. Accentuata sordità. Bagattelle e Variazioni. Distacco da convenzioni. “Inno alla gioia” su testo di Schiller che conclude la Nona Sinfonia conferma che B. non ha rinunciata a mettere in campo il motivo di fondo di tutta la sua esperienza morale.
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