Internet Italiano. Sezione dedicata alla storia della musica contemporanea e moderna con l'età dei mutamenti musicali
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MUSICA GENERI MUSICALI Età dei mutamenti musicali
L'assolutismo e il concetto di barocco

Barocco: periodo di tempo delimitato all'incirca dalla fine del secolo XVI alla metà del XVII secolo. Solo alla fine del secolo XIX il termine barocco ha un'accezione non negativa. Il Barocco va considerato un'espressione artistica originale che scaturisce da una nuova concezione dell'arte e della vita. L'Europa intera è attraversata da una profonda crisi economica e sociale.

Le stesse classi dominanti furono investite dal problema della diminuzione delle risorse. Problemi sociali. Assolutismo monarchico.

Potere di controllo e repressione si manifestava nella sua forma più diretta: punizione fisica che colpiva devianze di tipo politico e ideologico (tribunale Inquisizione). Arte del persuadere e del commuovere come strumenti di strategia sociale. La situazione intellettuale di corte cambiata, sono strumenti del potere che se ne serve per i suoi scopi di dominio.

Ciò che prevale è senso di spettacolo che ha la funzione di persuadere e di commuovere. Retorica degli affetti è l'invenzione più importante. Esprimere o imitare gli affetti.

Il canto monodico e il melodramma

Grande diffusione della polifonia e le fortune editoriali del madrigale, della villanella e della canzonetta nel Cinquecento. Era uso cantare “ottave” cioè cantare le strofe dei poemi epici e particolarmente dell'Orlando furioso, servendosi di moduli melodici prefissati ai quali era stato dato un nome (la romanesca...).

Esempi: Camerata fiorentina raccolta intorno al conte Bardi che della battaglia antipolifonica avevano fatto il loro punto d'onore.

Lo stile di canto che nacque da queste esperienze viene solito designato con il termine di “recitar cantando”. Si trattava dunque di un canto che tendeva a imitare le inflessioni della parole recitata, stilizzando musicalmente gli accenti e le durate delle sillabe.

Il primo vero melodramma nel senso più maturo del termine fu senz'altro l' Euridice di Peri e Rinuccini, rappresentato il 6 ottobre 1600 a Palazzo Pitti a Firenze.
Monodia e stile concertato

Durante tutto il corso del XVI secolo la musica vocale veniva stampata a parti separate: se ad esempio si doveva pubblicare un madrigale a 5 voci, le cinque parti che lo costituivano venivano scritte in cinque libretti diversi.

Quando verso la fine del secolo si fecero i primi esperimenti di stile recitativo l'uso di sostenere il canto con strumenti d'accompagnamento divenne necessario. Le edizioni a stampa che documentano i primi esperimenti drammaturgici dell'anno 1600 (Euridice, Rappresentazione di anima e corpo..) sono interessanti anche dal punto di vista grafico. Per esempio le varie voci non sono più scritte separatamente ma organizzate in partitura.

Di musica profana agli inizi del XVII secolo il repertorio si arricchisce in Italia di generi nuovi. Il declino del madrigale polifonico di stampo cinquecentesco è lento e graduale.

Primo avvio allo stile monodico sacro fu dato dalla raccolta dei Cento concerti ecclesiastici di Lodovico Grossi da Viadana. Il successo della raccolta era dovuto non solo alla novità del basso continuo ma anche alle facilitazioni pratiche essa offriva agli esecutori.

La parola concerta divenne agli inizi del Seicento una sorta di termine-chiave non ben definito nei suoi contorni ma vagamente capace di alludere ai nuovi tipi di sonorità.
Claudio Monteverdi (1567 – 1643)

Quando Orfeo fu rappresentato alla corte di Mantova nel 1607 Monteverdi aveva già composto e pubblicato dal 1582 al 1584 tre raccolte: Sacrae cantiunculae a tre voci, Madrigali spirituali, Canzonette a tre.
Nuove tendenze secondo le quali la musica doveva illustrare i contenuti espressivi della parola, doveva potenziarli e tradurli in immagine sonore.
Queste caratteristiche si fanno gradualmente luce nei cinque libri di madrigali pubblicati tra il 1587 e il 1605.
Il Quinto libro è il primo frutto veramente aturo della poetica della “seconda pratica” in cui fa la comparsa lo stile concertato cioè la contrapposizione di soli a tutti o fra gruppi di voci di diverso peso , registro, timbro, in modo da conferire alla composizione una fisionomia altamente drammatica.
La pubblicazione del quinto libro precedette di due anni l’andata in scena dell’Orfeo. Pregnanti episodi in stile recitativo si alternano ad andamenti madrigalisti.
Confrontando l’Orfeo con la Dafne di Marco da Gagliano su libretto di Rinuccini in lo stile proprio della Camerata è applicato con costante e attenta fedeltà.
Del 1608 è “Il ballo delle ingrate”, sempre su libretto del Rinuccini: balletto di corte.
Nell’ottavo libro non c’è più traccia del madrigale.
Compone “Il combattimento di Tancredi e Clorinda” nel 1624: in musica passi dalla Gerusalemme liberata.
Scrive anche musiche dedicate alla celebrazione liturgica (più attiva dal 1613).
Dell’ultimo periodo ci sono rimaste anche due importanti opere teatrali: Il ritorno di Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea.

L'ambiente romano e l'oratorio (primi decenni Seicento)

Ogni materia, ogni artificio, ogni congegno tornavano utili.

Forma musicale più rispondenti al disegno della Controriforma à ORATORIO (composizione drammatica al pari dell'opera, con personaggi e dialoghi diretti dove scena e azione sono sostituite da una narrazione svolta per lo più dalla figura di uno storico).

Articolazione dell'oratorio in due parti deriva dall'uso di far precedere e seguire la recita del sermone da canti.

Il massimo autore di questo primo oratorio romano è Giacomo Carissimi che lo compone in latino. Il coro non compare come un aggregato sonoro compatto ma passa ad acquisire caratteri di personaggio di massa.
Origini e primi sviluppi della musica strumentale in Italia e in Europa (1600)

Comparsa basso continuo e monodia e soprattutto novità per il la musica del XVII secolo (1600 ) sta nella diffusione di tipi di composizioni concepiti per l'esecuzione strumentale.

I primi strumenti che si dotarono di una grafia diversa da quella vocale furono quelli a tastiera e a pizzico per i quali si inventò il sistema di scrittura detto intavolatura (più antiche risalgono agli inizi del XV secolo).

Nel Nord Europa la musica strumentale acquistò caratteristiche parzialmente diverse soprattutto per il suo perdurante legame con schemi di contrappunto basati sulla tradizione fiamminga del tenor.

Comparsa di stampe musicali contenenti danze.

Nel genere musicale della Suite che nasce nel Seicento il rapporto con la danza non esiste ormai quasi più: si tratta di danze non danzate.

Suite significa “SUCCESSIONE”, insieme di pezzi eseguiti uno dopo l'altro (antecedenti storici con danze in successione).

Connessa con la danza è un'altra forma musicale: variazione (anche qui eredità dalla tradizione popolare, aggiunte di tipo improvvisativi).

Un posto particolare merita la TOCCATA che è quello che più si allontana dal modello della polifonia vocale e della danza e trova soluzioni suggerite dallo strumento. Inizialmente costituita da serie di accordi collegati fra loro da rapide figurazioni virtuosistiche. Virtuosisma con Claudio Merulo nel Cinquecento.

Nella prima metà del Seicento la musica per soli strumenti forte della ricca esperienza dell'epoca precedente conosce un lungo e fecondo periodo di sperimentazione.

Ad Amsterdam importante per gli strumenti a tastiera Jan Pieterszoon Sweelinck.

In Italia nel Nord va forte il contrappunto, nel Sud canto solistico.

Esempio: Girolamo Frescobaldi . à contrappunto imitativo si alterna con passo vortuosistici in stile di toccata, con ritmi di danza, con invenzioni melodiche. Il Libro dei Capricci si configura come una vera e propria serie di studi. Sonata a tre strumenti. Poi c'è uso del basso continuo.

Scompare gradualmente il termine “canzone” e si impone sempre più stabilmente la presenza delle tre voci.

Emergono due tipi di contrasto: quello fra adagio e allegro (che determinerà poi la classica alternanza fra i tempi della sonata) e quello fra stile contrappuntistico e stile di danza (che determinerà la distinzione tra sonata da chiesa e sonata da camera).
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