E’ giusto chiamare “di basso livello” quelle professioni, come muratore, lattoniere, uomo delle pulizie, badante, quando, di fatto, allo stato attuale sono quelle che stanno trainando il mercato in Italia? Chi e come fa muovere l’economia nel nostro Paese? Non sembra l’ago cadere su quella grande massa di diplomati e laureati che ambiscono a posti di livello alto, intellettuale, rispetto ai quali c’è un netto sovrappiù nell’offerta, rispetto alle reali possibilità di collocazione sul mercato.
Il “vertice” dirigenziale si assottiglia sempre di più, mentre la “base” della manodopera - più o meno qualificata - si allarga a macchia d’olio. Cosa consigliare ai nostri figli, quando si apprestano a uscire dal mondo dell’istruzione, magari dopo l’esame di maturità? Va’ a fare l’uomo – o la donna – delle pulizie? Hai un futuro assicurato?
Ci sono professioni che hanno avuto una crescita di 80 mila in più rispetto all’anno precedente, e sono i muratori, i carpentieri, i ponteggiatori, per un incremento del 12,9 %. Seguono i collaboratori domestici, gli operatori ecologici, gli uomini delle pulizie, (64 mila in più, con un incremento del 10,2 %), e (35 mila in più, con un incremento del 4,3 %) impiegati con funzioni amministrative e contabili, addetti di cassa, alle fatture, ai costi. All’ultimo posto si attestano autisti di autobus e taxi, camionisti e fattorini. Secondo il Censis “L’era della terziarizzazione di massa – che avrebbe dovuto fluidificare i meccanismi di ascesa nella scala sociale, non è riuscita a produrre i livelli di mobilità attesi dal siestama.” |