Tra i capolavori del nostro tempo, in cui la bellezza del design si sposa con l’utilità, sono da annoverare anche le automobili, come ha ampiamente documentato la mostra ideata dall’architetto Ersilia Litrico e intitolata Auto e Forme. Sulle ruote del tempo da Leonardo al 2000. Idealmente collegata al genio di Leonardo da Vinci, precursore di molte conquiste della tecnica e dell’arte moderne, l’esposizione, dopo aver riscosso un notevole successo a Venezia, ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche a Roma.
Oltre quaranta, tra prototipi e rari modelli, hanno illustrato l’evoluzione del design automobilistico di alcuni celebri maestri d’arte della carrozzeria italiana: Bertone, Italdesign (Giugiaro), Pininfarina e SZ Design (Zagato). In Via Veneto, dentro il Parcheggio di Villa Borghese, sono state create quattro particolarissime aree espositive, ispirate ai quattro elementi vitali, acqua, aria, fuoco e terra, in cui le vetture sono state presentate in atmosfere insolite, che hanno messo in risalto le loro forme eleganti, sinuose e avveniristiche.
"Queste automobili - afferma Sergio Puttini, giornalista, storico dell’automobile e del costume - sono veri e propri oggetti d’arte, sculture metalliche che interpretano il mito della velocità. Inoltre, auto come l’Alfa Romeo 1750 Gran Sport del 1930 magistralmente "vestita" da Ugo Zagato, o come la Ferrari 250 SWB realizzata nel 1959 da Pininfarina, o come la Bertone ZER, prototipo di auto elettrica ideata da Bertone nel 1995, oltre a essere capolavori della tecnica e, in certo qual modo, "splendidi purosangue", documentano anche la creatività, la fantasia e il gusto dei designers italiani. Essi, maestri dell’arte carrozziera, come scultori che danno vita alla creta hanno foggiato modelli unici, ognuno con una peculiare personalità, espressione di quella del loro creatore. Pininfarina, per esempio, con la famosa Lancia Aurelia B24 (1954) - che nel 1956 appare anche nella versione Convertibile, celebre protagonista del film Il Sorpasso con Vittorio Gassman - indica la "via italiana" allo spider; l’Italdesign, fondata a Torino nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani, nel 1992 - anno del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell’America - ha proposto Columbus, prototipo di ricerca per un van monovolume a 7 posti fissi con una particolare fisionomia, simile a quella di una fusoliera di un Jumbo; Ugo Zagato, invece, che subito dopo la Prima Guerra Mondiale crea a Milano una carrozzeria automobilistica, in cui trasferisce la sua pluriennale esperienza di lavoro maturata nelle Officine Aeronautiche Pomilio, lega il proprio nome al mondo delle corse e ai piloti che hanno dato vita ai capitoli più entusiasmanti della storia dell’automobilismo sportivo: da Enzo Ferrari a Nuvolari, da Fangio a Moss, da Bandini a Baghetti, fino a De Adamich. Leggerezza, pulizia di linee, tecnica d’avanguardia e aerodinamicità sono gli elementi che caratterizzano le sue vetture e che, accanto ai molti successi e riconoscimenti nel settore dello sport, gli fanno meritare anche il prestigioso premio per il miglior design, il Compasso d’oro".
Tra i tanti spettacolari modelli che sono stati proposti, uno in particolare, collocato nella sala dedicata all’acqua, ha ricordato i tempi in cui le carrozzerie venivano interamente costruite a mano: si tratta della Fiat 509, realizzata nel 1926. "Prodotta della Martelleria Italiana Artigiana di Milano - spiega Sergio Puttini - è una vettura fantastica: costruita in lastra d’alluminio e caratterizzata da una linea assai curiosa, a forma di delfino, vinse il premio speciale per l’artigianato in occasione della mostra tenutasi nella capitale lombarda nel 1926".
E nella sala dell’acqua il genio creativo dei designers d’automobili made in Italy si è unito allo stile inconfondibile di un grande creatore di moda italiano, Roberto Capucci. Vicino agli affascinanti prototipi lo stilista ha esposto Oceano, un abito cucito "sfidando" le tecniche sartoriali e ispirato a forme geometriche e naturali. Considerato più che un abito, una vera e propria scultura, questa spettacolare creazione ha evidenziato come design, moda e, quindi, arte, siano in perfetta sintonia e, in definitiva, "parlino" lo stesso linguaggio. |