Si può evitare il mantenimento in caso di divorzio intestando la casa al figlio

Si può evitare il mantenimento in caso di divorzio intestando la casa al figlio

Quando si presenta la necessità di dividersi in una coppia, non è sicuramente un momento felice. Il deterioramento dei rapporti personali può creare una miriade di problemi che rimarrebbero sul tappeto ove i coniugi interessati volessero comunque mantenere il vincolo matrimoniale. Non resta quindi che il divorzio, unico modo per troncare una situazione ormai irreparabile e che rischia di peggiorare con il trascorrere del tempo, trasformando il matrimonio in una vera e propria gabbia. Al contempo, il divorzio non risolve automaticamente i problemi, in quanto molto spesso rimangono in sospeso alcune questioni, in particolare quelle relative al mantenimento del tenore di vita del coniuge più debole. Molto spesso le liti che ne conseguono vanno a finire in tribunale, comportando un ulteriore peggioramento dei rapporti tra le parti, che però potrebbe essere tranquillamente evitato con il minimo di buonsenso necessario. Ad esempio cercando un accordo bonario sulla questione, anche dopo la discussa sentenza della Cassazione che ha fissato nuove regole decidendo che l’assegno in favore del coniuge più “povero”, non vada più determinato sulla base del tenore di vita che la coppia aveva durante il matrimonio, bensì in base «all’indipendenza o autosufficienza economica» dell’ex coniuge che lo richiede.

Come eliminare il mantenimento

Va però sottolineato come il mantenimento possa addirittura essere tolto di mezzo con un semplice accorgimento, tale da poter riscuotere il consenso di tutte le parti. Una recente sentenza emessa dal Tribunale di Genova ha infatti aperto una strada che potrebbe essere percorsa da molte coppie ormai giunte all’epilogo del loro rapporto, ma disposte a fare un passo indietro a vantaggio dei figli. Quando la casa è di proprietà di uno solo dei due coniugi, quest’ultimo, proprio al fine di evitare di pagare l’assegno di divorzio all’ex e, al contempo, lasciare un immobile al proprio figlio, può senz’altro disporre il trasferimento del bene a quest’ultimo ove maggiorenne o, se questi sia ancora nella minore età, alla madre che, dal canto suo avrebbe l’obbligo di intestarlo al figlio al compimento dei 18 anni. Si tratta di una intesa assolutamente legittima, tale da poter essere ratificata a livello giudiziario.

Non sussiste il rischio di ripensamento

Naturalmente c’è anche da chiedersi se l’ex coniuge in un secondo momento potrebbe ripensarci e, in tale evenienza, cosa potrebbe accadere. Un problema che però non si pone, in quanto la sentenza emessa dal tribunale interessato non prevede la possibilità di ripensamenti. Quindi la possibilità che l’ex coniuge chieda in un secondo momento l’assegno di mantenimento viene ad essere completamente sgomberata dal tavolo in caso di accettazione dell’accordo. In pratica si tratta di una sentenza che può mettere insieme le esigenze di chi dovendo mantenere moglie e figli, rischierebbe di ritrovarsi con risorse insufficienti al suo sostentamento e quelle della parte più debole, che necessita a sua volta di avere un sostegno per poter crescere la prole. A trarne giovamento sarebbe peraltro proprio il figlio, il quale una volta compiuta la maggiore età potrebbe ritrovarsi proprietario di un’immobile sul quale impostare la propria vita futura.

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