Attenzione ai funghi: in Polonia i finti chiodini ingannano anche i più esperti

da-funghiitaliani.it
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Se per molti l’autunno è una stagione malinconica, durante la quale piove spesso, gli alberi diventano spogli, le giornate si accorciano e inizia a fare sempre più freddo, per altri è il periodo perfetto per dare sfogo alla loro grande passione: la raccolta dei funghi.

 

I veri intenditori conoscono le zone più ricche, sanno distinguere un porcino da un fungo velenoso e non escono mai senza un cestino e uno dei loro coltelli chiudibili. I funghi infatti devono essere estratti per intero da terra e poi grattati sul fondo con un coltello così da seminare più spore possibili nel terreno circostante e favorire la crescita di altri funghi. Meglio non tranciare di netto il gambo, in parte perché si elimina del materiale utile per il suo riconoscimento e in parte perché si spreca una parte altrimenti commestibile. Inoltre in questo modo il fungo finirebbe soltanto per marcire.

 

Sul sito di Blindo Blindati è possibile trovare un’ampia selezione di coltelli chiudibili, utili per la vostra raccolta dei funghi. Realizzati tutti con lama in acciaio, i coltelli di Blindo Blindati sono perfetti da portare con sé durante le proprie escursioni; e per chi frequenta molto i boschi sono disponibili anche nei modelli multifunzione, perfetti per affrontare al meglio ogni tipo di evenienza nella natura.

 

Attenzione però perché anche i più esperti possono sbagliare e raccogliere funghi in realtà molto nocivi o addirittura mortali. È quello che è accaduto di recente in Polonia, dove si sono registrati alcuni decessi in seguito all’uso del fungo cortinarius orellanus. Pur essendo stato considerato fino ad oggi commestibile, indagando su queste morti, si è scoperto che in realtà il cosiddetto “finto chiodino” rilascia delle tossine molto dannose per i reni. Chiamato così per la sua forte somiglianza con i normali chiodini, il cortinarius orellanus inganna facilmente anche un occhio ormai allenato nel riconoscere i funghi velenosi.

 

Prima di mangiare dei funghi appena raccolti, dunque, meglio farli esaminare con cura tramite la propria ASL di competenza oppure da un perito micologo iscritto all’albo nazionale o regionale. Rimandare di qualche giorno un pranzo o una cena a base di funghi potrebbe salvarvi la vita.

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